Catania. E’ guerra aperta tra Comune e sindacati sul fronte precari. A ribattere alle affermazioni dell’assessore Marco Consoli, stavolta è la Uil Flp.”Chi ci conosce bene sa che non diffondiamo notizie false, soprattutto se queste possano allarmare lavoratori, né tantomeno ci interessa attaccare aprioristicamente questo o quell’altro rappresentante dell’amministrazione verso cui nutriamo rispetto e verso la quale siamo stati sempre disponibili al dialogo e al confronto. Ma se proprio dall’amministrazione giungono notizie e decisioni che possono ledere anche un solo lavoratore, certo non possiamo stare in silenzio. Anzi è nostro interesse, e senza nessuna ansia di prestazione, agire affinché qualsiasi disparità possa essere livellata per tutelare il gruppo totale dei dipendenti e non solo una parte”.
Ad affermarlo sono il segretario provinciale della UIL FPL Stefano Passarello e quello regionale Luca Crimi che rispondono così alle parole del vicesindaco del comune di Catania Marco Consoli che ha accusato il sindacato Etneo di ansia di prestazione in una vicenda dove l’ansia – forse – appartiene proprio all’amministrazione che non sa come giustificare il fatto che solo 40 degli oltre 180 precari verranno stabilizzati.
“Quali sono i criteri secondo cui vengono scelti i lavoratori da stabilizzare?”, si chiede la UIL FPL che ritiene come il Comune di Catania senza alcun confronto voglia creare i malumore e il malessere tra i lavoratori ma il sindacato non accetta certo che ci siano lavoratori di serie A e di Serie B e ripercorre quanto accaduto.
La delibera n. 202 del 29 dicembre conferma le perplessità: le dichiarazioni del Vice Sindaco Consoli non sono veritiere. L’assessore ha detto una mezza verità. “Vero è – ricordano Passarello e Crimi – che il Segretario Provinciale e quello regionale hanno lasciato la riunione dopo aver sentito l’intervento del vice sindaco, ma ha dimenticato che nella riunione tenutasi al comune di Catania, voluta fortemente dalla UIL FPL visto il clima di sgomento che si era creato all’interno degli uffici comunali, la delegazione era formata da quattro dirigenti sindacali provinciali, quindi la UIL FPL è sempre stata presente per tutto l’incontro. Nell’incontro il vice sindaco non ha esposto il piano della stabilizzazione dei precari comunali, ha semplicemente fatto un excursus storico delle azioni che si stavano intraprendendo a livello nazionale. Come dire mente sapendo di mentire!”, evidenziano i due sindacalisti che aggiungono: “un amministratore di alto rango quale è il vice sindaco, con delega alle risorse umane, non può prendersi gioco di chi per anni con dignità ha servito con il lavoro quotidiano i cittadini catanesi. Gli stessi catanesi hanno riconosciuto anche con varie testimonianze pubblicate sul quotidiano locale i meriti di detto personale”.
La UIL FPL ha sempre difeso le legittime aspettative dei lavoratori tutti, sia di ruolo che precari, non ha mai voluto un clima basato sulle “frizioni”. In tutto il lavoro prodotto ha sempre invitato l’amministrazione a voler riconoscere anche i più elementari diritti dei lavoratori, ad esempio la possibilità di poter riconoscere il lavoro di straordinario quando necessario. L’amministrazione ha da sempre negato tale possibilità al personale precario.Nessuna “ansia da prestazione” quindi, la UIL FPL vuole realmente quella trasparenza amministrativa che ad oggi non esiste al comune di Catania. La mancanza di programmazione e di regole hanno portato ad approvare la ripartizione delle risorse del Fondo di Efficentamento dei Servizi (FES) a fine novembre, in cui di fatto, a parere della UIL FPL, sono state sanate situazioni alquanto paradossali.
La UIL FPL non ha firmato l’accordo proposto dall’Amministrazione e pertanto auspica che la Corte dei Conti possa dare il giusto giudizio da quanto fatto dall’Amministrazione.

Nicoletta Castiglione

 

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