CATANIA – Stamattina presidio di trattori spenti davanti al consorzio agricolo di Catania in via Zia Lisa per dire no all’Imu agricola diventata legge con il voto di giovedì della Camera dei deputati.
La protesta contro l’Imposta municipale unica sui terreni, insostenibile per l’agricoltura siciliana già in ginocchio, è stata organizzata dal coordinamento di Agrinsieme Catania composto da Cia, Confagricoltura, Agci, Confcooperative e Legacoop, che sta lavorando al ricorso da presentare al Tar con lo scopo di disapplicare il dispositivo e chiedere la sospensiva della legge.

“Esprimo pieno sostegno e solidarietà a tutti i produttori agricoli che in tutta la Sicilia, sotto la sigla unitaria “Agrinsieme”, protestano contro l’iniqua tassazione che appesantisce le già precarie condizioni del comparto agricolo. Il Ddl di conversione del Dl n. 4/2015, recante misure urgenti in materia di esenzione Imu, continua a creare contrarietà e preoccupazione nel mondo agricolo siciliano. L’imposta va abolita perché va a colpire i terreni produttivi di un settore che ha ampiamente dimostrato, soprattutto in termini di export e occupazionali, di poter essere trainante per il superamento della crisi e di poter davvero creare ricchezza”. Lo afferma in una nota il vicepresidente della Commissione Lavoro all’Assemblea Regionale Siciliana, Mariella Maggio. “Ad essere colpiti – prosegue Maggio − sono i beni strumentali e quelli che servono ordinariamente agli agricoltori per produrre; senza considerare tutte le calamità naturali che hanno colpito il comparto primario”. Secondo l’elenco Istat dei Comuni, sarebbero totalmente esenti dal pagamento i terreni dei comuni montani e i terreni agricoli e non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, situati in Comuni parzialmente montani. Per tutti gli altri previsto il regolare pagamento dell’imposta. Secondo, invece, i criteri 2014, sarebbero esenti dal pagamento Imu i proprietari dei terreni situati in Comuni ad oltre 600 metri di altitudine e sono previste esenzioni parziali per i proprietari di terreni situati in Comuni che si trovano tra i 600 e i 281 metri di altitudine. “Invito, il governatore Crocetta e l’assessore Caleca – conclude il deputato Pd − a porre in essere tutti gli atti che rientrano nelle proprie prerogative, al fine di alleviare il comparto da tale mannaia, che ingiustamente, rischia di portare migliaia di famiglie di produttori agricoli sul lastrico”.

Michela Giuffrida, parlamentare europeo del Pd e componente della Commissione Agricoltura interviene in merito alla vicenda, sottolineando le contraddizioni che limitano lo sviluppo agricolo in Italia. “Sono vicina agli agricoltori che oggi protestano dopo l’approvazione della legge sull’ IMU agricola e ai quali confermo piena solidarietà. Sebbene l’ultima formulazione contenga correttivi, rimane una fortissima penalizzazione soprattutto per le piccole aziende costrette a sopportare il peso di una tassazione indifferenziata in assenza di una perequazione che tutti auspicavamo. Mentre l’ Europa concentra le sue forze sullo sviluppo rurale, fissando importanti obiettivi strategici come competitività e redditività e stanziando corposi fondi attraverso il FEASR, l’Italia ostacola gli agricoltori imponendo nuove imposte in un Paese in cui solo il 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni. L’Imu agricola – continua l’europarlamentare Giuffrida – contraddice quanto stabilito dalla PAC il cui obiettivo è mantenere vive le campagne e la filosofia stessa della politica comunitaria di incentivazione alle aziende agricole. Come ho già fatto prima – conclude Giuffrida – sono al  fianco degli agricoltori per chiedere di abrogare una tassa iniqua e ingiusta.Le difficoltà economiche delle casse pubbliche non si risolvono gravando di tasse chi già soffre una crisi senza precedenti”.

“L’Imu agricola? Una delle vergogne del governo Renzi”. Non usa giri di parole l’on. Basilio Catanoso, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nonchè coordinatore provinciale di Forza Italia a Catania, che questa mattina, assieme all’eurodeputato Salvo Pogliese e al deputato all’Ars Alfio Papale, ha preso parte ad una manifestazione degli agricoltori indetta a Catania contro l’imposta voluta dal Governo Renzi.  “Una tassa che nessun agricoltore potrà pagare. Di fatto, il centrosinistra continua a prendere in giro tutti, tra l’altro, spostando il problema sui comuni, chiamati a diventare esattori. Ci accorgeremo tra 3, 4 o 5 anni degli effetti sui bilanci, per ora l’Imu agricola toglie non solo il sonno ma anche la speranza di un futuro migliore agli agricoltori di tutta Italia”. Per l’on. Catanoso “la serietà di un governo è data dalla scelta delle priorità. Renzi ha scelto gli sbarchi degli immigrati, gli 80€, altre costose corbellerie che poi dovranno trovare copertura economica, vera o finta, salvo poi tartassare gli agricoltori, di fatto distruggendo l’agricoltura”.

Le deputate del Partito Democratico Luisa Albanella, Camera dei Deputati, e Concetta Raia, Ars, presenti questa mattina alla manifestazione organizzata da Agrinsieme, si schierano a favore degli agricoltori. “Siamo al fianco delle migliaia di agricoltori della provincia di Catania che devono fare i conti con un provvedimento del Governo che non ci piace, perché è iniquo e penalizza ancora di più le già drammatiche condizioni del comparto produttivo agricolo”.  “Abbiamo presentato in Parlamento un nuovo ordine del giorno – spiega la parlamentare Albanella –per chiedere al Governo di introdurre, tra l’altro, l’esenzione dal pagamento della IMU anche i 1092 comuni svantaggiati esclusi; di aumentare la detrazione fiscale a 500 euro, estendendola anche ai pensionati ex coltivatori diretti o ex imprenditori agricoli professionali; di spostare al 30 giugno 2015 la data entro la quale è previsto il pagamento della rata IMU dovuta per l’anno 2014, senza che il contribuente incorra nel pagamento di sanzioni e interessi; di reinserire, le agevolazioni IRAP, appena abrogate”.

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