Tra il campionato e il Coni potrebbe cambiare la stagione dei rossazzurri. Intanto c’è il Foggia di De Zerbi…

Dal Foggia alla Paganese, passando per il ricorso al Coni. Il Catania comincia l’avvicinamento alla chiusura di un 2015 tristissimo per i colori rossazzurri. Cinque gare di campionato. Foggia, Lupa Castelli Romani, Benevento, Melfi e Paganese con un solo obiettivo per il sodalizio etneo: ricominciare a correre e soprattutto a vincere. La partita che vale una stagione, nel vero senso della parola, si disputa però ancora una volta lontano dai campi di gioco. Giorno 24 novembre, infatti, si deciderà sul ricorso del Catania relativo alla penalizzazione di 9 punti arrivata in estate. Se, come si vocifera senza avere ancora nessuna certezza, venissero restituiti 4 punti e contemporaneamente in campionato gli uomini di Pancaro riuscissero ad inanellare una serie positiva, comincerebbe nel 2016 un campionato rivolto al vertice. In questo momento, però, tra un fisiologico momento di assestamento dopo lo straordinario sprint iniziale di stagione e soprattutto un’importante e sfortunata serie di infortuni, più che sperare nel futuro, occorre ricompattarsi velocemente, fare di necessità virtù e ragionare come più volte Pancaro ha affermato, “partita per partita”.

Allora testa al Foggia, un avversario particolarmente ostico e agguerrito. Sabato sera, al “Massimino” (ore 20.30) una battaglia suggestiva, contro la squadra allenata in panchina dall’ex rossazzurro Roberto De Zerbi. Due compagini sulla carta in lotta per la vetta del Girone C se si considera la forza degli organici. Il Catania arriva a questa sfida dopo il pari di Messina, un risultato che ha gettato qualche ombra e svelato qualche luce sul prossimo futuro del gruppo. Il forfait di Russotto, che ne avrà ancora per qualche settimana, con la concomitante assenza di Falcone nello stesso ruolo, obbliga Pancaro a scegliere e studiare nuove soluzioni. Di Grazia, Rossetti e Barisic scalpitano, anche se non è da escludere un cambio di modulo. Di positivo, in prospettiva, si è rivisto un Catania impermeabile in difesa. Conta fare un gol in più dell’avversario. Sulle spalle di Calil e Plasmati grava una grossa responsabilità. Si attendono però le reti dei centrocampisti, e, perchè no, della difesa. Il recupero di Castiglia, da affiancare ad Agazzi e Scarsella, o, in alternativa, a Musacci, sembrerebbe fondamentale per riconsegnare al cuore della squadra gli equilibri necessari per riprendere la marcia a passo spedito.

(foto calciocatania.it)

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