di Flora Bonaccorso

CATANIA – All’udienza di oggi riservata all’opposizione contro la costituzione delle parti civili, le arringhe sono state un crescendo di impegno oratorio sino alla mozione degli affetti dell’avvocato Giuseppe Lipera (nel procedimento difende Mario De Luca).
La difesa ha contestato i principi di ‘residenzialità’ e di ‘cumulabilità’, riscontrati rispetto agli enti locali, precisamente la Provincia di Catania (oggi denominata Libero Consorzio Comunale) e i Comuni di Catania, di Camporotondo etneo e di Sant’Agata li Battiati. In base al primo, gli enti avrebbero subito un danno perché gli esercenti coinvolti nella vicenda sono attivi nei loro territori; in base al secondo, lo stesso danno risulta chiesto tanto dalla Provincia quanto da tre dei suoi comuni (per l’appunto Catania, Camporotondo etneo e Sant’Agata li Battiati). Come dire, lo stesso danno dovrebbe essere risarcito quattro volte: è ammissibile tanto?
La riserva sarà sciolta dal Tribunale all’udienza del 18 febbraio prossimo, in occasione della quale il Collegio straordinario affronterà anche le questioni preliminari. Alla stessa udienza l’avvocato Francesco Maria Marchese pronuncerà la sua opposizione stante che, per un’incomprensione tra il Tribunale e il Comando dei Carabinieri, il suo assistito, Carmelo Venia, non è stato autorizzato a presenziare all’udienza e la sua posizione è stata ‘separata’ rispetto a tutti gli altri imputati.
Secondo il ragionamento della difesa, “Dobbiamo distinguere le persone offese dalle persone danneggiate – spiega Carmelo Peluso, avvocato di Salvatore e Mario Bosco -. Le persone offese sono le vittime del reato, esse sono in qualche maniera indicate nei capi di imputazione, sono persone fisiche e sono costituite parte civile; gli enti non sono persone offese direttamente, sarebbero danneggiati qualora provassero l’esistenza di un danno diretto ed immediato, e possono costituirsi parte civile in alternativa alle persone offese qualora costoro non si costituissero. Nel nostro procedimento, le persone offese si sono costituite, quindi gli enti non hanno più la possibilità di costituirsi in alternativa”.

“Pertanto, contestiamo alle associazioni antiracket di poter vantare un danno diretto con il reato oggetto del procedimento”, aggiunge l’avvocato Francesco Antille, che difende Antonino Bosco.
Non finisce qui, perché innanzi al Collegio oggi sono stati sollevati anche vizi di forma nelle procure di costituzione di parte civile. Soprattutto nei confronti del Comune di Catania: “manca la delibera sia di Giunta sia del Consiglio Comunale – obietta l’avvocato Lipera -. L’atto di costituzione del Comune richiama una determina di un dirigente comunale, ovvero del Direttore degli Affari Legali”.
Il Collegio oggi si è presentato modificato nella sua composizione, vista l’incompatibilità di Maria Pia D’Urso e di Santino Mirabella emersa alla precedente udienza.

Scrivi