CATANIA – “Vedi Catania e poi muori”. Quanto accaduto ai due anziani uccisi in Corso Italia è l’epilogo triste di una città ancor più triste: e, ciò che preoccupa, è che ci sono margini di peggioramento.

Nella serata di venerdì, i due uomini, Francesco Reitano, 82 anni, e Antonio Millan, 87 anni, stavano attraversando la rinomata strada del centro catanese, quando sono stati travolti da un’auto in corsa, una Kia azzurra, guidata da una donna di 41 anni originaria di Acireale. Per i due pedoni, trasportati rispettivamente al Cannizzaro e al Garibaldi, non c’è stato nulla da fare.

Le cause dell’incidente, secondo le prime ricostruzioni, sono legate all’alta velocità dell’auto e alla scarsa luminosità della strada: negativo, infatti, è stato il risultato dell’alcool test. Inutili i semafori e le strisce pedonali: assenti ingiustificati – e ingiustificabili – i vigili urbani, giunti sul posto ormai troppo tardi. Questo il quadro grigio, olio su tela, di una tragedia che è solo l’emblema della pericolosità delle strade catanesi.

“Catania piange i due anziani che, attraversando il corso Italia sulle strisce pedonali, sono morte in un gravissimo incidente stradale. Si tratta di una grande tragedia e la città osserverá il lutto cittadino per esprimere il proprio dolore e per dare un forte segnale sulla necessità di riflettere, tutti, sul rispetto delle regole stradali e sui diritti dei pedoni. Una probabile distrazione non vale una vita umana”, queste le parole del sindaco Enzo Bianco, che proclama dunque lutto cittadino.

Un messaggio che, però, non basterà a far tornare indietro il tempo. Gli errori rimangono, e si pagano a caro prezzo. “Non è ammissibile – prosegue Bianco – che due persone debbano morire attraversando una delle principali strade della nostra città, per di più sulle strisce pedonali. Ogni impegno a favore della sicurezza stradale diviene inutile se chi guida non presta attenzione e non si attiene alle norme del codice della strada e del buonsenso. Lottiamo ogni giorno per una costruire una città migliore o per dare un sorriso a chi viene da lontano. Oggi diamo un abbraccio a chi ha perso i propri cari. Alle due famiglie va il cordoglio e le più sentite condoglianze mie, dell’intera giunta municipale e di tutta la città”.

Ma la città non si ferma, come dimostra la manifestazione del “Lungomare Liberato” della giornata di ieri: quella è senz’altro più importante della sicurezza dei cittadini. Già, perché l’iniziativa ha compiuto il suo primo anno di vita, e Bianco? In bici, felice: “Non poteva essere un compleanno migliore: è stato davvero bello vedere tante famiglie andare al mare al Solarium di Ognina in bicicletta”, ha dichiarato il sindaco, come se nulla fosse successo.

“Desidero rivolgere il mio cordoglio per il tragico incidente di venerdì sera in Corso Italia. Alle famiglie di Antonio Millan e Francesco Reitano va il mio più sincero abbraccio per un evento che poteva essere evitato”, spiega invece Marco Forzese, deputato all’Ars.

“Mi chiedo come sia possibile, in una delle vie “storiche” e “rinomate” di Catania, non prestare attenzione alla sicurezza dei cittadini. Ognuno di noi, almeno una volta, ha avuto l’occasione di percorrerla, ed è risaputo che i semafori non aiutano a rallentare la corsa delle auto, spesso a velocità ben oltre il limite. Inoltre, la scarsa illuminazione che da sempre caratterizza il Corso Italia, mette a serio rischio l’incolumità di chi vuole fare due passi. E’ per questo motivo che chiedo l’intervento del Comune di Catania affinché, attraverso l’installazione di autovelox, possa per una volta pensare al bene del cittadino, piuttosto che all’atmosfera di una strada “in penombra” “, ha concluso il deputato.

E mentre la città “piange” le due vittime, il lutto cittadino somiglia più ad un’ammissione di colpa da parte di chi adesso deve dare delle risposte concrete e tempestive, e non solo a parole.

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