di Alberto Molino

CATANIA – È una piaga che, con gli anni, si è estesa in più quartieri. Nella città dell’Elefante la prostituzione, fatto noto e sotto gli occhi di tutti, non permette di trascorrere notti tranquille ai residenti di viale Africa, Corso dei Martiri della Libertà e, persino, del centralissimo Corso Sicilia. Al calar della sera, infatti, prostitute di diversa nazionalità, spesso provenienti dalla penisola balcanica, battono i marciapiedi di San Berillo, protette dai loro magnacci che le sfruttano per aumentare i proventi della criminalità organizzata. È successo con incredibile puntualità, e accadrà anche stanotte, in via Di Prima, via Luigi Sturzo e nelle loro traverse; mentre chi prova ad opporsi, anche solo lamentandosi dai balconi per lo spettacolo a cui deve assistere (atti sessuali a volte consumati direttamente in strada, negli angoli semi-illuminati e negli stessi androni dei palazzi), il mattino dopo si trova con il citofono distrutto o, peggio, la macchina graffiata, i fanali rotti e gli specchietti retrovisori rubati.

Le Amministrazioni passate, e l’attuale, hanno provato a porre un freno al fenomeno con retate sporadiche dei tutori della legge, ma a nulla sono servite. Tempestivamente, le lucciole sono tornate e il degrado si è ripresentato nella la vita dei cittadini. In merito alla questione, Salvatore Romano, presidente della I Municipalità, ha recentemente dichiarato: «Ho raccolto le lamentele degli abitanti e commercianti del rione che ancora non vogliono rassegnarsi a vivere in queste condizioni. Decine di persone sottolineano come per loro il piano di riqualificazione del territorio non ci sia mai stato. Ecco perché rivolgo un invito preciso all’Amministrazione Bianco: occorre varare un programma di sicurezza radicale che diventi operativo il prima possibile. Ormai il periodo di sopralluoghi e conferenze è finito: è tempo di fatti concreti; l’intera zona di Corso Sicilia e San Berillo necessita una “bonifica” e non di vivere, ancora e per altri anni, in una situazione di estremo abbandono, all’interno della quale gli abitanti sono sempre più a rischio di minacce, scippi e rapine. Il centro storico, mi dispiace dirlo, è diventato un luogo “off limits”: chi si trova a passare da lì, ogni notte, è costretto a sentire le urla e gli schiamazzi delle prostitute che litigano perché si contendono un pezzo di marciapiede, oppure un cliente. Se, a causa delle legge italiana, non si può intervenire su queste donne che, appena cala il buio, iniziano la loro “giornata lavorativa”, la mia proposta è quella di sanzionare tutti i clienti che si fermano anche solo per contrattare la prestazione. Va mandato un chiaro messaggio: è arrivato il momento di non voltare più lo sguardo dall’altra parte, il problema è serio e va affrontato in modo risolutivo. La mia, inoltre, è una proposta già appoggiata dal consigliere Giovanni Amato e dal resto della circoscrizione, in quanto la superficie urbana dei predetti quartieri merita di essere più vivibile e sicura».

 Alberto Molino

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