CATANIA – Numerosi poliziotti si sono improvvisati lavavetri, questa mattina, all’incrocio tra Via Vincenzo Giuffrida e Corso Italia – Piazza Verga. Hanno distribuito 500.000 cartoline per sensibilizzare cittadini e non alla difficile situazione che stanno vivendo, e per chiedere un aiuto in materia di sicurezza.

Una richiesta che va ben oltre i confini del territorio: la cartolina, indirizzata al Governo Nazionale, raffigura, infatti, l’immagine dell’Isis che conquista Roma, con il Colosseo semi-distrutto, e con la scritta eloquente: “La Camera dei Deputati spende 7 milioni all’anno per le pulizie, e non si trovano 6 milioni per un Corso Anti-terrorismo col quale formare gli agenti che svolgono servizio di controllo del territorio?.

E’ chiaro il segretario del Sap di Catania, Giuseppe Coco: “È una situazione intollerabile e per questo vogliamo “rubare” il posto ai lavavetri per dire ai cittadini come stanno le cose, dire che non siamo preparati all’emergenza terrorismo, che anche nella nostra città riusciamo con fatica a fare il nostro dovere a causa della carenza di mezzi ed organici aggravata dai tagli dell’ultima legge di stabilità”.

“Ci sono 1.000 ragazzi che hanno vinto un concorso e che potrebbero essere assunti subito a costo zero per quel che riguarda le procedure di selezione e arruolamento: ci mancano, però, ufficiali di polizia giudiziaria per fare indagini. Con cosa vogliamo combattere il terrorismo?”, spiega Coco.

Le richieste al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sono decise: sblocco del turn over, assunzione degli idonei dei concorsi, stop alla chiusura dei presidi di polizia, sanare il sotto organico di 9.000 sovrintendenti e quello di di 14.000 ispettori e un corso anti terrorismo per 12.000 operatori di volante, Rpc e operatori di polizia di frontiera.

Ma non finisce qui: come dichiara Giuseppe Coco,”la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori iniziative. Una cosa è certa: faremo di tutto per portare a casa il risultato e far assumere al Governo e alla maggioranza le proprie responsabilità”. Prima che sia troppo tardi, forse.

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