di Salvo Reitano

Concerto a cielo aperto in Piazza Duomo per sensibilizzare il sindaco Enzo Bianco chiamato a raccogliere l’ultima risorsa, l’ultima ipotesi, l’ultima occasione di riscatto senza trincerarsi dietro la spending review e la mancanza di fondi.

CATANIA – Ci sono mille modi per sensibilizzare le istituzioni ma quella che sarà messa in scena per chiedere al sindaco di Catania, Enzo Bianco, una sede al Midulla o alla Manifattura Tabacchi per l’orchestra “Falcone Borsellino” è certamente originale.
Domani, sabato 13 settembre alle ore 10,30, in Piazza Duomo, davanti al municipio del capoluogo etneo, i bambini e i loro maestri, accompagnati da genitori, volontari e rappresentanti delle associazioni sostenitrici, terranno un concerto di protesta a cielo aperto, impugnando le loro uniche “armi da guerra”, le più pericolose che possano esistere: strumenti musicali e libri.
tuVAGBBRaWPLTcd-556x313-noPadRisuoneranno forti le note e le parole che saranno un inno contro lo stato di abbandono e degrado del quartiere di San Cristoforo, a favore della più autentica e alta forma di legalità, che passa dalla cultura e dalle pari opportunità.
La scuola di vita e orchestra dedicata a Falcone e Borsellino è per questi ragazzi l’unica possibilità che la società può dare loro per imparare a suonare uno strumento e accedere a forme non convenzionali di educazione e capace di offrire un’alternativa alla noia, all’indifferenza a ai mille pericoli della strada.
L’orchestra “Falcone Borsellino”, emanazione diretta della fondazione no profit “La Città invisibile”, fino al mese di luglio di quest’anno ha operato nei locali della chiesa di S. Cristoforo, che però risultano gravemente compromessi e inagibili.
Per queste ragioni, il presidente, Alfia Milazzo, chiede da tempo, inascoltata, la concessione all’utilizzo del Centro culturale Midulla, in via Zuccarelli a S. Cristoforo, struttura con ampi locali che versa in stato di abbandono ma che, con un’operazione di recupero e di restyling, può tornare completamente riutilizzabile.
La scuola di vita e orchestra Falcone-Borsellino è un gioiello di civiltà e cultura antimafia che va non solo tutelata ma anche sostenuta. La sua orchestra, infatti, ha più volte partecipato alla commemorazione dei due giudici palermitani contando sulla presenza emozionata dei giovanissimi musicisti catanesi.
La scuola, attiva nei luoghi a rischio della città, propone un modello educativo basato sul rispetto, la fratellanza e la condivisione delle regole; un modello che dovrebbe essere premiato dall’amministrazione comunale attivandosi su tutti i fronti per far svolgere con regolarità, e dentro strutture adeguate, le lezioni e le attività ricreative perché non esistono bambini di serie “A” e bambini di serie “B”.
La manifestazione di protesta, in musica e parole, di domani ha già fatto registrare l’adesione e il sostegno di numerose associazioni antimafia e culturali di tutta Italia che hanno firmato un appello congiunto sotto la sigla di “Comitato – Una sede al Midulla” per i bambini della “Città invisibile”,  mentre migliaia sono le firme raccolte con la petizione online.
Vogliamo sperare che questa volta la legittima richiesta dei bambini dell’Orchestra Falcone Borsellino, non vada a impattare con la solita scusa delle spending review e della mancanza di fondi.
Non facciamo perdere a questi piccoli cittadini l’opportunità di vivere serenamente questa bella stagione della vita.
Chi è stato chiamato ad amministrare questa città raccolga l’ultima risorsa, l’ultima ipotesi, l’ultima occasione di riscatto e la faccia sua senza tentennamenti.
Ai nostri quartieri abbandonati e degradati si può rispondere creando improvvise oasi di quiete e di speranza.
Una sede per l’Orchestra Falcone Borsellino sarebbe una risposta forte e decisa, come un piccolo fiammifero che improvvisamente illumina la notte buia.

S.R

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