Rossazzurri che devono cercare di essere incisivi là davanti.

Possesso palla, accelerazione sulle fasce, tentativi di inserimento continui dal centrocampo. Il Catania di Pippo Pancaro quest’oggi contro il Cosenza non ha sbagliato niente, eccetto il gol, che poi è ciò che nel calcio fa la differenza. A cinque giornate dall’inizio della stagione rossazzurra della disgraziata retrocessione a tavolino, parlare di errori dopo un avvio certamente esaltante non rende merito alla squadra etnea, che anche oggi pomeriggio ha messo in campo anima e corpo alla disperata ricerca dei tre punti.

Il primo tempo della compagine etnea regala agli spettatori, tifosi e addetti ai lavori, la quinta essenza di questo sport. Tambureggiante la manovra catanese, continue le scorribande sulle corsie laterali, in modo particolare sulla catena di sinistra con Nunzella-Russo-Russotto ad ammattire la difesa avversaria abbozzata da mister Roselli che per 45′ non ha capito nulla. Blondett stendeva Russotto che ci provava da qualsiasi posizione. In qualche occasione forse anche un po’ egoista l’ala del Catania, con personalità da vendere e caratteristiche che ne fanno un calciatore che deciderà molte partite se avrà continuità. Nella ripresa poi, il calo. Tenuta fisica evidentemente ancora da rafforzare e potenziare. Il Cosenza capiva e tentava di pungere e far male. Bastianoni regalava la prima importante parata del suo campionato, con l’estremo difensore all’esordio al posto di Liverani bravo a neutralizzare la conclusione di Raimondi, praticamente l’unico vero sussulto dei rossoblu dell’intera gara. Col rosso acceso, il Catania però non pensava a far rifornimento, anche perchè dalla panchina Pancaro era costretto a spendere l’ultima sostituzione dopo l’infortunio di Ferrario. Quanto sarebbe servito, col senno di poi, un Gianvito Plasmati in area di rigore? Dopo il minuto 62′ con Calil che trovava un Perina stratosferico su colpo di testa a botta sicura, se lo saranno chiesto in molti. Pennellavano senza sosta Garufo e Nunzella, senza beccare mai l’attimo fuggente del gol. Bergamelli in difesa primeggiava, dispensando consigli ai compagni e neutralizzando qualunque possibile pericolo. Agazzi disegnava in mediana senza però spingere, mentre capitan Russo e Lulli provavano a non far rimpiangere Scarsella e Castiglia. Il turnover è cosa buona e giusta, ha dichiarato Pancaro, e probabilmente nelle condizioni attuali è una scelta obbligata.

Con il Catanzaro, ancora in casa, ancora per vincere. Scontro tra ultime in classifica (senza dimenticare però la penalizzazione che grava sul Catania) a due punti. Contro i giallorossi ancora sudore e battaglia pallone su pallone. Al Massimino è lecito aspettarsi che tutti gli avversari giochino come oggi ha fatto il Cosenza: tutti dietro la linea della palla, pronti a punire quando la benzina finisce.

Drammatizzare non avrebbe senso, ma nel calcio più che le prestazioni valgono i gol messi a segno. Pancaro dovrà lavorare sui suoi attaccanti, Calil dovrà perfezionarsi in cinismo, opportunismo e cattiveria agonistica là davanti. Un occhio di riguardo ai calci piazzati. Decisivi contro l’Ischia, potevano oggi essere sfruttati meglio. Come a Matera e Monopoli, Catania ha bisogno di vincere in qualunque modo.

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