Catania: restituita alla città l’antica “Sala Vaccarini”, scrigno di inestimabile tesoro culturale

di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

Catania – Un patrimonio unico, libri antichi di gran valore custoditi in una biblioteca d’architettura barocca, progettata ed eseguita dall’illustre abate architetto Giovanni Battista Vaccarini e, proprio a lui, dedicata.

VMM_8249La sala Vaccarini fa parte della pregiata Biblioteche Riunite Civica e Recupero Ursino, sita all’interno dell’ex monastero dei Benedettini, luogo in cui la storia e la cultura della nostra città e non solo, del nostro bel paese, è conservata e preservata. Una biblioteca meravigliosa che grazie al suo immenso valore nel 2002 è diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Catania ha riacquistato parte del proprio corredo genetico di città profondamente legata alla bellezza della cultura, alla necessità di rendersi fruitrice di arte e sapere. La sala Vaccarini è stata riconsegnata ai cittadini dopo due lunghi anni di  restauro, completamente recuperata sia nella parte lignea, sia attraverso il ripristino delle parti mancanti. Una stupenda ala della biblioteca dove il tesoro dei tanti volumi conservati si unisce all’incanto della struttura in legno barocca, scaffali, ballatoi, scale, sovrastati dall’armonia dell’affresco sul tetto realizzato da Giovanni Battista Pipari e dalla elegante pavimentazione in ceramica di Capodimonte.VMM_8239

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco Enzo Bianco, la soprintendente ai beni culturali Flavia Caffo, l’assessore alla cultura Orazio Licandro e la direttrice alla struttura Rita Angela Carbonaro. Il restauro dell’antica Libreria dei Padri Benedettini, è stato realizzato grazie a un progetto della Soprintendenza che aveva preso l’avvio nel marzo del 2014.

Il sindaco Bianco durante il suo intervento si è detto orgoglioso e lieto di questa importante opera di recupero: «un’operazione di altissimo livello, per ridare, a tutti coloro che vorranno usufruirne, uno splendido monumento alla nostra città. Un grande ringraziamento va a i tanti che hanno lavorato dalla direzione dei lavori ai progettisti che hanno operato con straordinaria passione, grazie di cuore a nome della città di Catania e di tutti i rappresentanti».

Un lavoro di riqualifica che, come ha spiegato la soprintendente ai beni culturali Flavia Caffo, è rientrato all’interno del complesso programma di interventi finanziati grazie ai fondi europei 2007-2013 con cui sono stati svolti già undici lavori sia a Catania che in provincia. «Per noi della soprintendenza questo è un punto d’orgoglio riconsegnare un gioiello di pregevole fattura, storico artistica, di ingegno, di modernità per l’epoca nel quale fu organizzato, uno scrigno di saperi e di sapienza. L’intervento della soprintendenza è stato volto al recupero della sicurezza e dell’integrità del bene, messa a rischio da un precario e cattivo stato di conservazione soprattutto dell’architettura, che si inserisce all’interno del cuore del monastero. Questa sala progettata da Vaccarini è stata realizzata nella sua compiutezza nel 1773 postuma all’architetto, ma rimane di lui l’impianto e il nome. L’intervento pensato e condotto da noi si inquadra nella nostra istituzionale attività di tutela e ripristino, speriamo sia apprezzata e vissuta dalla cittadinanza».

VMM_8255Il legno della biblioteca era stato attaccato da parassiti, il lavoro di restauro è stato complesso ed efficace così da garantire la salvaguardia del bene, inoltre è stato anche recuperato il bellissimo affresco sul tetto coperto nel tempo da diverse mani di pittura. All’interno di questa biblioteca sono collocati 210.000 volumi di cui 2.000 manoscritti,132 incunaboli e circa 4.000 cinquecentine, molti pezzi di inestimabile valore come una Bibbia miniata in oro di Pietro Cavallini, risalente al 1300 considerata una delle cinque più belle al mondo, un codice di Varnucci il Vecchio e una copia quattrocentesca della Commedia. Frequentata da illustre personalità come Goethe, Wagner e Listz, al suo interno vi lavorò come bibliotecario Federico De Roberto e proprio tra quegli scaffali prese vita il suo celebre romanzo I Viceré

Una collezione unica, collocata all’interno di un superbo e ineguagliabile scenario, un tesoro inestimabile che dovrebbe essere conosciuto e ammirato da tanti perché impreziosisce la città di Catania, ridandole un forte valore storico e culturale.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi