CATANIA − Premesso che la Ditta Sicula Trasporti S.r.l. ha presentato nel 2005 istanza finalizzata all’ottenimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi del D.lgs. 152/2006 per la realizzazione di una “discarica per rifiuti pericolosi e non pericolosi in località Grotte San Giorgio, nel Comune di Catania”;

nel 2013 la suindicata ditta ha presentato “Progetto delle modifiche integrative della discarica per rifiuti non pericolosi sita in contrada Grotte San Giorgio del Comune di Catania, autorizzata con D.D.G. n. 76/2010/D.R.A”;

nel 2015 sempre la suindicata ditta ha formulato “Progetto di variante in ampliamento (100.000 metri cubi) della discarica per rifiuti non pericolosi sita in contrada Grotte San Giorgio di Catania, autorizzata con D.D.G. n. 76/2010/D.R.A. modificato con DDG n. 1244/2013/D.R.A.R”.

Considerato che con D.D.G. 3 marzo 2010, n. 76 e successiva modifica con D.D.G. 26 luglio 2013, n. 1244, il Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti ha rilasciato alla ditta Sicula Trasporti S.r.l. l’Autorizzazione Integrata Ambientale;

dall’esame della documentazione è emerso che l’impianto di discarica, entrato in funzione nell’ottobre del 2012, è stato realizzato in difformità rispetto alle previsioni del progetto e che tale difformità è stata dovuta sia a diverse proposte di modifica sostanziale avanzate dalla proponente  Sicula Trasporti S.r.l. che sono state avallate dagli organi di controllo (Provincia Regionale di Catania e ARPA Sicilia – S.T. di Catania e Dipartimento regionale dell’ambiente) senza alcuna formalizzazione, sia a diversi errori nella progettazione originaria; in particolare ex multis si evidenziano:

– lo scavo necessario per la costituzione dell’invaso è stato approfondito di 5 metri rispetto alla quota prevista, aumentando la potenziale capacità di abbancamento da 1.000.000 di mc a 1.062.905 mc;

– la barriera geologica artificiale è stata realizzata in difformità a quanto previsto nell’elaborato di progetto autorizzato;

– l’area di intervento era destinata da PRG a zona agricola, mentre nell’elaborato del progetto autorizzato la Sicula Trasporti S.r.l. dichiarava che “dall’analisi delle cartografie del PRG, l’area d’intervento era destinata ad impianti di discarica” e che detta criticità è stata superata dall’emissione del parere positivo reso dal Dipartimento regionale urbanistico solamente nel corso della CdS del 21 gennaio 2015; nel verbale del sopralluogo tecnico effettuato dalla Provincia regionale di Catania e dall’ARPA Sicilia – S.T. di Catania, la rete di monitoraggio delle acque sotterranee era al momento costituita da un piezometro di ‘monte’ e uno solo di ‘valle’ in luogo dei due previsti nel progetto approvato e non è dato sapere se ad oggi tale criticità sia stata superata;

i materiali di scavo sono stati gestiti dal proponente senza presentare preliminarmente il piano di recupero e/o riutilizzo, della cui qualità ambientale non si ha alcuna documentazione analitico, nè documentazione amministrativa attestante con certezza la loro destinazione finale e dell’idoneità al recupero/riutilizzo.

Tenuto conto che il deficit impiantistico perdurante ormai sul territorio regionale da parecchi anni ha spinto l’amministrazione regionale, secondo le proprie competenze, a procedere in sanatoria dei vizi suindicati attraverso l’approvazione di pareri e autorizzazioni in presenza del preminente ‘interesse pubblico’, così come affermato nel DRS n. 43 del 6 marzo 2015 del Dipartimento regionale dell’Ambiente.

Appreso che il Comitato per la vivibilità, tutela e salute di Codavolpe/Vaccarizzo, ha lamentato in diverse sedi  il disagio psicofisico sofferto dalla popolazione residente nelle zone limitrofe all’impianto;

l’impianto è adiacente a un’area destinata al pascolo seminativo e stagionale di mucche ed è in prossimità della Riserva naturale Oasi del Simeto e di siti archeologici di epoca bizantina;

nel corso del 2015 sono stati approvati e sono tutt’ora in fase di realizzazione l’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio della Sicula Trasporti S.r.l. e la costruzione di un nuovo impianto di compostaggio della ditta Biomedi S.r.l.

Quest’ultimo si trova a meno di 500 metri dal conglomerato urbano e in particolare dall’ asilo e dalle scuole medie e superiori.

Considerato che ad oggi le amministrazioni interrogate sulla qualità delle emissioni e sulle attività di monitoraggio e controllo dell’impatto acustico e ambientale, nonché interrogate sull’esito dei sopralluoghi tecnici effettuati da codesta deputazione sono rimaste inevase;

Chiede di sapere come sia possibile che nonostante tutte le riserve l’impianto continui a funzionare e, anzi, abbia ottenuto persino un ampliamento;

Se non intendano avviare controlli e monitoraggio al fine di garantire il reale preminente interesse pubblico teso ad assicurare un ambiente salubre e vivibile ai cittadini residenti in prossimità delle aree interessate;

Quali azioni intendano adottare per porre fine al fenomeno degli odori molesti che, oltre a costringere gli abitanti a barricarsi in casa, provocano negli stessi malori, conati di vomito, difficoltà respiratorie e irritazioni alle mucose;

Se non esistano i presupposti per revocare le autorizzazioni sia del nuovo impianto di biostabilizzazione, per la vicinanza al centro abitato, che dell’ampliamento della discarica, per le suddette anomalie e difformità e per il grave impatto ambientale che ne deriva, considerato anche la vicinanza con l’Oasi del Simeto.

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