Il rincaro del biglietto di  Sostare viene definito da Cgil e Ugl di Catania “un’azione non opportuna”. In una nota le due sigle sindacali sottolineano “che non sia possibile concepire in un momento così triste e catastrofico per le finanze di migliaia di famiglia catanesi, qualunque tipo di rincaro e specie se proveniente da una società con 6.000 stalli e che fino a 2 anni fa non aveva conosciuto chiusure di bilancio in perdita”.

Prosegue la nota: “Sappiamo già da tempo che Sostare da un paio di anni non si trova più nelle condizioni ottimali che l’avevano qualificata come il fiore all’occhiello delle società partecipate del Comune di Catania. La fase di crisi economico/finanziaria che si è evidenziata nel 2014 aveva reso necessarie misure che hanno visto il sacrificio dei lavoratori sottoposti a regime di solidarietà per un breve periodo dello stesso anno. Fin da allora il sindacato, opponendosi al sacrificio dei lavoratori, aveva suggerito una complessiva rivisitazione delle spese che puntasse ad una razionalizzazione, in una visione più globale del sistema di gestione. L’annuncio di qualche mese fa della fusione tra AMT e Sostare era stata accolta anche in questa logica, nell’obbiettivo di una maggiore efficienza dei trasporti e della mobilità sostenibile interna alla città, con l’impiego dei lavoratori e delle loro professionalità per migliorare il servizio nei confronti del cittadino, dell’automobilista che non può fare a meno di entrare in città, spesso con difficoltà di parcheggio e di perdite di tempo dannose per il proprio lavoro e per i tempi e gli orari da conciliare nelle esigenze della quotidianità.

Già l’anno scorso, come dichiarato da alcuni dirigenti della Sostare, erano stati individuati altri fattori che avevano inciso sulla crisi, come il calo dei biglietti venduti, molto probabilmente per la crisi economica per cui molti automobilisti tenderebbero a posteggiare con meno frequenza negli stalli blu, preferendo magari parcheggiatori abusivi con maggiori margini di tempi di sosta o cercando in tutti i modi posteggi alternativi. È inoltre sotto gli occhi di tutti che intere strade del centro storico appaiono con locali abbandonati e serrande abbassate per i terribili  effetti della crisi, e che pertanto l’incremento della tariffa di sosta oraria da 75 centesimi ad un euro non può coerentemente essere giustificata come misura disincentivante nei confronti del traffico veicolare. Sarebbero anzi da ricercare misure atte ad incentivare la presenza di consumatori al centro, fermo restando che il centro storico necessita di razionalizzare l’accesso veicolare attraverso un piano volto al miglioramento della viabilità, con un approccio integrato alla mobilità che possa migliorare la fruibilità del nostro bellissimo centro storico.  Cgil e Ugl di Catania credono che non è certo nel costo del lavoro degli ausiliari e del personale di Sostare, ma sicuramente nelle scelte strategiche e di gestione aziendale, che vanno ricercate le misure di recupero e di rilancio della partecipata”.

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