Marco Bellinazzo del Sole24ore spiega: “I 12,5 milioni che il Catania riceverà sono necessari per sopravvivere e programmare la pronta risalita in serie A. Serviranno anche a confermare i contratti dei giocatori più importanti. Questo perché, se non si riesce a tornare nel massimo campionato subito, il Palermo ne è l’esempio, si rischia una spirale negativa letale in passato per altre squadre. La cadetteria potrà servire anche a rilanciare o consolidare i progetti commerciali ed infrastrutturali di pari passo con quelli sportivi”.

CATANIA – Nel corso di ‘A proposito di..’, programma di intrattenimento sportivo in onda  su Radio Fantastica, è intervenuto telefonicamente in esclusiva Marco Bellinazzo (giornalista, esperto in Business dello sport, de ‘Il Sole 24 Ore’). Il tema dell’intervento ha riguardato: l’impatto della retrocessione sul bilancio del Catania, gli effetti del paracadute, l’importanza di consolidare il piano infrastrutturale cogliendo l’opportunità del progetto B-Futura.

 «Le risorse del calcio italiano sono limitate. Bisogna far di necessità virtù. Per questo il paracadute è stato aumentato negli ultimi anni fino 30 milioni di euro complessivi, da distribuire tra le retrocesse in base all’anzianità in serie A. Il Catania avrà un assegno di 12,5 mln che non lo mette a riparo da un bagno di sangue economico qual è la retrocessione. Basti pensare che solo dai diritti TV, in serie A, il Catania otteneva 25 milioni all’anno. Quei 12,5 di paracadute coprono solo la metà di quel deficit, al quale va aggiunta la riduzione dei ricavi derivanti da altre voci come le sponsorizzazioni e tutto quanto legato alla ridotta esposizione mediatica della B rispetto alla A. Impensabile immaginare per una società di intendere la retrocessione in B come via per aggiustare i propri conti economici. I numeri parlano chiaro. Sarebbe una forma di suicidio e non lo si farebbe per ragioni economiche di certo».

”Il paracadute è necessario ai club di serie B per sopravvivere e far fronte agli oneri contrattuali sottoscritti nel campionato maggiore, con i criteri e le cifre del campionato maggiore. Il paracadute serve anche per questo, perché gli stipendi dei giocatori più importanti, che naturalmente sono i più onerosi, devono esser confermati se si vuol centrare l’immediata promozione, senza rischi. C’è solo una via d’uscita, tornare subito in A. Se la proprietà non avesse la possibilità di staccare assegni milionari, allora passato il primo anno in B si rischia di avvitarsi in una spirale negativa che per molte squadre ha significato retrocessione in C se non fallimento. Naturalmente ci auguriamo che questo non sia il caso del Catania. La situazione è questa. La Premier prevede un paracadute analogo ma ammonta a 70mln di euro per ogni squadra e viene spalmato su quattro anni, offre garanzie maggiori e la possibilità di programmare la risalita nel massimo campionato con più calma In Italia non è così, bisogna risalire subito».

 “Con B-Futura c’è la possibilità di accedere a finanziamenti a tassi agevolati che copriranno il 50% dell’ammontare. A prescindere da tutto credo comunque che il Catania abbia ben chiara quale debba esser l’evoluzione del suo piano infrastrutturale. Sta anche ponendo in essere alcuni colloqui importanti con società impegnate nella valorizzazione del marchio, nell’internazionalizzazione del brand. Società come il Catania devono entrare nell’ottica che il club va gestito come un’azienda. Ed il Catania si sta muovendo in questo senso. Anche questo aiuterà ad ammortizzare l’urto della retrocessione».

 “La contraffazione è un problema che il calcio italiano sta affrontando con strumenti normativi non adeguati alla portata del fenomeno. Una parte importante dei ricavi da stadio deriva, più che dalla biglietteria, dalle aree corporate come gli Sky-Box. Lo stadio deve diventare un luogo sfruttato 24h al giorno, 365 giorni l’anno. In Inghilterra, ci sono stati in cui si organizzano mostre, ristorazione e persino matrimoni. Anche questo fa entrate a bilancio. Il calcio italiano deve entrare in quest’ottica. Servono figure manageriali che possano sfruttare ogni aspetto potenzialmente positivo».

 “Il bilancio del prossimo anno sarà in equilibrio come i precedenti. Mi aspetto un bilancio in utile mentre non lo sarà quello della prossima stagione per tutto quel che abbiamo spiegato. Pulvirenti va apprezzato, come il Napoli, per gli sforzi prodotti sull’aspetto della salute economica del club. Catania e Napoli sono realtà del sud che hanno mostrato come far bene in A senza spendere cifre enormi, senza mandare in rosso i bilanci. In questo momento i tifosi saranno amareggiati ma l’esempio dei cugini del Palermo può esser confortante. Approfittando di questa stagione in cadetteria si potrà associare alla ripartenza del piano sportivo anche l’avvio od il consolidamento dell’area infrastrutturale e commerciale così da permettere al Catania, una volta tornati in serie A, di disporre dei fondi necessari per acquistare quei giocatori che permetteranno di restare nella massima serie per più tempo possibile».

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