CATANIA – “Il nostro Paese cresce poco. Meno rispetto agli altri in Europa. Non diciamo di fare come la Germania che cresce il doppio di noi, ma bisognerebbe almeno seguirne l’esempio nel rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici per dare così una mano concreta alla ripresa italiana”. Lo ha detto il segretario nazionale Uilm Rocco Palombella, ieri a Catania per un attivo regionale dell’organizzazione di categoria della Uil cui hanno preso parte il segretario generale della Uil etnea Fortunato Parisi e i segretari Uilm Sicilia e Uilm Catania Silvio Vicari e Matteo Spampinato.

“Alla federazione delle imprese metalmeccaniche – ha spiegato Palombella che il 24 sarà impegnato in un nuovo confronto tra Federmeccamica-Assistal e Fim, Fiom, Uilm – consiglierei di guardarsi intorno per rivedere la propria posizione sulla proposta salariale da noi respinta. Basta osservare cosa è accaduto in Germania tra le aziende del settore e l’Ig Metal. L’intesa farà crescere i salari di quasi quattro milioni  di addetti del 2,8 per cento nell’anno in corso e del  2 per cento nel 2017. Senza parlare dell’una tantum aggiuntiva di 150 euro che gli stessi lavoratori riceveranno in busta paga. Secondo la proposta della nostra controparte in Italia, invece, gli aumenti effettivi riguarderebbero solo il 5 per cento degli aventi diritto, con una compressione salariale che ricadrebbe negativamente sui consumi”. Il leader sindacale si è anche soffermato sulla situazione del distretto industriale a Catania: “La Stm continua a svolgere un ruolo strutturale nell’economia sicula e, dopo una fase di difficoltà strategica, è ripartita egregiamente con investimenti utili all’apertura del modulo 9. Ma un’altra importante novità per la cosiddetta Etna Valley è rappresentata dalla positiva chiusura della vertenza Micron, la multinazionale americana della microelettronica che ha comprato da Stm il ramo delle “memorie” e ha posto in essere un piano di riorganizzazione credibile”. “Speriamo – ha aggiunto – che la prospettiva volga al meglio anche per 3Sun. Il management di questa azienda sta per definire importanti investimenti su una nuova tecnologia denominata “eterogiunzione”. Se funzionerà mettendo la società in grado di reggere la concorrenza cinese nel settore specifico, ci potrebbero essere interessanti novità dal punto di vista occupazionale”. Il segretario Uilm, che ha ricordato la rinascita di Termini Imerese con “Blutec”, ha concluso dicendo: “Questa Regione e l’intero Paese ce la possono fare, ma ci vogliono investimenti mirati nel manifatturiero e più precisamente verso le infrastrutture materiali e quelle digitali. Se poi, prima dell’estate, riusciremo a fare anche il contratto dei metalmeccanici, la nostra missione per il 2016 sarà compiuta”.

Nel suo intervento di saluto, pure il segretario generale della Uil etnea Fortunato Parisi ha sottolineato la necessità di “investimenti che consolidino il settore metalmeccanico e soprattutto l’hi-tech nel Catanese favorendo la sua ulteriore crescita”. Parisi, inoltre, ha chiesto “il rilancio della sinergia tra il mondo della ricerca e quello della produzione che è alla base del modello-Etna Valley, per questo con il segretario provinciale della Uilm Matteo Spampinato abbiamo sollecitato nei giorni scorsi al sindaco Enzo Bianco la riapertura del confronto sulle prospettive di Etna Valley come fattore di attrazione per nuovi investimenti nel nostro territorio”. I segretari di Uilm Sicilia e Uilm Catania, Silvio Vicari e Matteo Spampinato, hanno infine ricordato “l’ottimo risultato dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, il 20  aprile”. Quindi, hanno esclamato: “Non basta più difendere l’esistente, ma occorrono politiche di sviluppo industriale che rilancino il settore metalmeccanico per dare un futuro alla Sicilia e ai giovani siciliani. Occorrono lo sblocco degli investimenti e nuovi investimenti pubblici nelle infrastrutture materiali ed immateriali, ma anche politiche industriali mirate allo sviluppo di produzioni a valore aggiunto e a maggior contributo di conoscenza. Serve, inoltre, l’utilizzo dei fondi europei per creare situazioni di vantaggio per nuovi investimenti industriali nell’isola. Catania, oggi, rappresenta in Sicilia un’area di relativa industrializzazione. Stm e Micron, però, attendono misure di sostegno alla microelettronica, mentre Acciaierie di Sicilia soffre il problema del costo dell’energia elettrica che nella nostra Isola è più alto del 30 per cento rispetto al resto d’Italia”.

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