CATANIA – Andrea Poma  è il papà che il 21 gennaio 2012, per dar voce alla sua disperazione perché gli è stato impedito dalla sua ex di vedere il figlio, si era incatenato al Tribunale di Catani. Poi ha fondato una associazione denominata “Genitori a Vita” che ad oggi opera in tutta la Sicilia per la tutela dei genitori separati ed è stato nominato coordinatore nazionale di una delle maggiori e più attive associazioni. 

Nei giorni scorsi, negli uffici del Ministero di Giustizia, una delegazione di ADIANTUM – Associazione di Associazioni per la Tutela del Minore – formata dal presidente Giacomo Rotoli, dal coordinatore Andrea Poma e dal consigliere Fabio Nestola,  ha incontrato Carla Garlatti, magistrato,  addetta all’Ufficio legislativo e la   presidente  Rosanna De Nictolis, capo Segreteria del Ministro. L’incontro è stato reso possibile dall’on Luca Sammartino che con il gruppo all’Ars  di Articolo 4  e dall’on Fausto Raciti (PD), che hanno preso a cuore i disagi che affrontano i genitori separati ed i loro figli, impegnandosi attivamente per la risoluzione di tali problematiche.

Entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di una profonda revisione della legge 54/2006, sopratutto in relazione all’attuazione del diritto dei minori ad avere eque frequentazioni con ambedue i genitori. Ad oggi, infatti, a ben otto anni dalla riforma, queste misure giacciono quasi del tutto inapplicate nei tribunali, dove le esigenze delle famiglie separate italiane si scontrano quotidianamente con le prassi dell’affidamento esclusivo.

ADIANTUM ha indicato i capisaldi del suo progetto di riforma, fondato sulla centralità del minore:

– introduzione dei piani/progetti educativo/familiari quale condizione di procedibilità,

– nomina dell’avvocato del minore,

– Mediazione familiare obbligatoria,

– riduzione del contenzioso tramite ricorso sistematico al mantenimento diretto,

– determinazione del calcolo oggettivo del mantenimento basato sui consumi delle famiglie.

Gli esperti del Ministero hanno ritenuta  valida l’idea di una separazione “mite” o “guidata”, da svolgersi maggiormente al di fuori delle aule di tribunale, pur sottolineando che va studiato un sistema efficace per accompagnare i genitori a separarsi nel modo migliore rispettando i diritti del propri figli.

L’importanza del confronto con le associazioni di settore è stata ribadita da tutti i convenuti, anche per la grandissima esperienza accumulata negli anni col lavoro sul campo. Le parti si sono lasciate stabilendo di rivedersi a settembre per continuare la discussione alfine di pervenire ad un progetto organico sul condiviso che costituisca un elemento importante nel percorso verso il tribunale della famiglia auspicato dal ministro.

Nella foto da sinistra Fabio Nestola, Andrea Poma e Giacomo Rotoli

 

 

 

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