di Salvo Reitano

CATANIA – L’insostenibile pesantezza della trasparenza, una strada lastricata di buone intenzioni e tante norme, non sempre facili da applicare e interpretare.
Non a caso nel dossier di Transparency, presentato in questi giorni a Bruxelles, il nostro Paese è al 19esimo posto (su 22) con un voto in pagella di 20 (su 100). In Italia il rapporto tra lobby e politica è opaco e fuori controllo. A Catania, poi, riusciamo ad andare oltre ogni possibile immaginazione.
Ne parliamo con Fabio Micalizzi  consigliere della Camera di Commercio di Catania che, sulla mancata concessione di accesso agli atti, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Catania.
La vicenda riguarda la mancanza di trasparenza nella gestione della Sac. Nonostante – secondo la giurisprudenza amministrativa – la Sac ricada doppiamente nelle norme che regolano la trasparenza (sia in quanto totalmente partecipata da enti pubblici sia in quanto gestisce servizi pubblici e in regime di monopolio), la sua gestione rimane avvolta nelle nebbie. Perfino Enel, ormai privata e in regime di concorrenza con altre società private, è soggetta agli obblighi procedimentali della pubblica amministrazione. La Sac fa “orecchio da mercante”. Le richieste di accesso agli atti che pervengono da più parti cadono sempre nel vuoto.
Con Fabio Micalizzi proviamo a fare un breve riepilogo dei fatti più rilevanti sulla questione aeroporto.
“Per cominciare – esordisce il consigliere camerale – la nomina da parte del commissario della Camera di Commercio di Catania, del presidente Sac quando il Consiglio  era in funzione senza ancora i famosi dodici consiglieri dimissionari”.Schermata 2015-05-15 alle 19.38.30
“Una cosa irregolare – continua Micalizzi – tanto che  presentai un esposto/denuncia/querela presso la Procura della Repubblica di Catania Proc. Pen n. 6971/2014 affidato al p.m. Angelo Busacca, perchè la nomina del commissario non era stata notificata ai consiglieri, a tal proposito esiste un ricorso pendente al TAR riguardo la nomina del commissario della Camera di Commercio ed è di non poca importanza mettere in luce il fatto che il commissario ebbe la delega per l’aeroporto, delega che i commissari successivi  pare non abbiano avuto”.
Micalizzi si riferisce all’architetto Alessandro Ferrara, il primo commissario nominato mentre ancora il Consiglio era insediato e nel pieno dei suoi poteri, seppur non avesse ancora eletto il presidente.
Parliamo, per intenderci, di “commissari ad acta” quindi, teoricamente, con mandato specifico per il compimento di un atto. Ferrara fu nominato proprio per presenziare alle riunioni della Sac per un periodo di sei mesi (qui riportiamo il decreto di nomina). Il commissario ad acta successivo, Roberto Rizzo, non ha avuto, fra i compiti, nulla che riguardasse la Sac.
Nonostante Rizzo , nominato originariamente per presenziare a un altro incontro in Unioncamere e per finalità completamente diverse ( questo il link che vi riporta alla nomina ) si sia visto i poteri progressivamente ampliati, non era previsto nulla che riguardasse la Sac.
Solo con l’ultimo decreto, Rizzo viene designato “Commissario ad acta” … senza limiti. Un decreto palesemente sul crinale della illiceità, più che della illegittimità. È stato nominato, di fatto, un commissario straordinario senza utilizzare le procedure previste , decreto del Presidente della Regione su proposta della Giunta regionale, ecco il link per visualizzare la proroga .
Ma le anomalie non si fermano qui. “Ho più volte richiamato l’attenzione – prosegue Micalizzi –  sulla  presenza di istituti di vigilanza privati in aeroporto, anche ai varchi dove era possibile e normale impiegare gli addetti Sac Service stabilizzando i precari e supplendo alla eventuale mancanza”.
Schermata 2015-05-15 alle 19.33.06“Ho anche attenzionato che potrebbero esistere delle incompatibilità, in vari ruoli, passati e recenti,  ricoperti da vari soggetti, sottolineando oltre che le possibili incompatibilità anche il metro di misura applicato nell’assegnare incarichi, ruoli, promozioni o semplicemente, il lasciare permanere delle cose senza che nessuno si accorga di una notevole inadeguatezza al ruolo ricoperto”.
“Si tengono delle riunioni in Sac – incalza il consigliere –  dove si prendono decisioni e dove è necessario che il socio Camera di Commercio di Catania sia presente, cosa che non avviene”.
E’ certamente inquietante sentire che in fase di riorganizzazione della società Sac e Sac Service, la Camera di Commercio di Catania, socio al 37,5%, viene esclusa  e questo indipendentemente dal fatto se sia più o meno legalmente fattibile, è comunque, moralmente scorretto e ingiusto.
“Per queste e per mille altre ragioni – conclude Micalizzi – ho chiesto l’accesso agli atti di Sac che mi è stato negato. Senza volere accusare tutti i protagonisti e coprotagonisti delle vicende è palese che c’è una forma di ostruzionismo alla trasparenza e un’opportuna nebbia sapientemente diffusa per celare a occhi indiscreti le operazioni in corso”.
E meno male che a gestire la Sac, di fatto, è un paladino della legalità quale è noto essere il vice presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello. Chissà se è a conoscenza di questo stato di cose e se anche a lui negano l’accesso agli atti.
Forse anche per questo la tanto sbandierata riforma o trasformazione, chiamatela come volete, delle Camere di Commercio siciliane si è arenata nelle sabbie mobili della Commissione creando un vero e proprio corto circuito nell’intero sistema camerale.
Fra i cittadini e le istituzioni dovrebbe esserci un patto di fiducia, invece i nostri rappresentanti continuano a barare cambiando le carte in tavola ogni qualvolta gli fa comodo.
Non si sono smentiti con le Camere di Commercio dove, alla luce di quanto riferito dal consigliere  Micalizzi, sorge più di un sospetto perchè la politica sembra non voler dare risposte ai cittadini, ma ai suoi “clientes” che ricambia con soldi, favori e privilegi in cambio di voti.
Signor governatore Crocetta, la preghiamo di intervenire per porre fine a questa vicenda surreale. Lei non ha responsabilità sulla mancata riforma o trasformazione delle Camere di Comercio, non la accusiamo di niente, lungi da noi il pensiero. Ci limitiamo a segnalarle, qualora le fosse sfuggito, un problema serio che solo lei può risolvere facendo leva sulla sua autorevolezza, altrimenti il governo regionale continuerà ad avallare un’ingiustizia intollerabile. Intervenga e dimostri di essere migliore di coloro che in Aula e nelle Commissioni dicono di volerla aiutare. Aspettiamo fiduciosi.

S.R.

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