Catania, Salvo La Rosa: “Serve un nuovo progetto calcistico… la città merita la Serie A”

«Venite tutti al Massimino per l’evento benefico “Un goal per la solidarietà”, organizzato da Luca Napoli»

di Gianluca Virgillito (intervista realizzata con Agnese Maugeri) Fotoservizio di Vincenzo Musumeci

CATANIA – Icona del giornalismo siciliano, presentatore amatissimo dal pubblico e… all’occorrenza, calciatore per promuovere una giusta causa, oltre che sportivo appassionato delle sorti del Catania. Tutto questo è Salvo La Rosa, reduce dal  grandissimo successo della trasmissione “Meraviglioso”, andata in onda nelle scorse settimane sull’emittente TGS, intervistato dalla nostra redazione in occasione della presentazione dell’evento benefico “Un goal per la solidarietà”, organizzato e promosso da Luca Napoli.

«Il 18 maggio al Massimino sarà un evento divertente che ci permetterà di aiutare molte persone – ha esordito il conduttore –  Una grande occasione per tutti noi di dare un contributo a favore di chi ha bisogno e in questo caso sono due le associazioni che saranno supportate da “Un goal per la solidarietà”: “Regala un sorriso” che si occupa di famiglie in difficoltà e “A.C.A.R” che si occupa di malattie delle ossa. Complimenti a Luca Napoli e tutti quelli che si impegnano per organizzare questa manifestazione. Noi che siamo un po’ più conosciuti dalla gente abbiamo il dovere di dare il nostro contributo. Mi chiamarono alla prima edizione, è sempre stato un grande successo e sono sicuro che anche questa edizione, l’undicesima, darà soddisfazioni. Sarà comunque un successo del cuore».

Non potevamo non chiedere ad un esperto conoscitore dell’ambiente calcistico etneo, un commento sulla stagione del Catania, conclusa con la salvezza conquistata all’ultimo respiro ai danni del Monopoli, che andrà invece a giocarsi i playout per mantenere la Lega Pro.

«Capisco perfettamente il malcontento della tifoseria del Catania – ammette Salvo La Rosa – Anch’io sono tifoso catanese doc che ama questa città e quindi anche la squadra che la rappresenta per cui vedere questa squadra in queste condizioni, questo gruppo che annaspa fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata è un dolore immenso, una grande delusione. Menomale che la salvezza alla fine è arrivata e non sia arrivata la mazzata dei play out. Adesso bisogna pensare subito non a festeggiare, perché non c’è motivo per farlo, ma a programmare il futuro perché Catania non può stare in Lega Pro. Bisogna tornare in Serie A, dove i rossazzurri sono stati degnamente per otto meravigliosi anni. Spero si torni a fare una programmazione seria. Faccio il mio in bocca al lupo al club.

I risultati nel calcio sono fondamentali. Quando si vince le ferite si rimarginano però qui ci vuole anche un progetto nuovo; questo è quanto chiedono i tifosi. Bisogna tornare ad essere vincenti. Il tifoso si sente tradito da tutto quello che è successo. Situazioni difficili, ma anche imbarazzanti. Quanto accaduto l’estate scorsa ha macchiato il nome della città, per questo capisco le contestazioni…

Catania è una città appassionata di calcio, non dimentichiamoci quanto accaduto anche in passato. Mi auguro davvero che da questa salvezza si possa ripartire per fare qualcosa di importante, non possiamo ancora perdere tempo».

Gianluca Virgillito

 

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