CATANIA − La Cgil di Catania definisce “importantissima” l’azione di controllo della GDF di Catania che ha portato a salate sanzioni e a segnalazioni per decine di casi di lavoro nero o grigio, alcuni anche eclatanti. “Il nostro plauso all’attività di controllo della Guardia di Finanza che porta in superficie una realtà che la Cgil di Catania e quella nazionale segnala da decenni; una realtà fatta di lavoro nero o di contratti mal applicati. Una realtà diffusa in città e provincia che richiede controlli continui e sistematici. Esistono molte, troppe aziende che drogano il mercato a svantaggio della concorrenza onesta, così come abbiamo da poco denunciato con il documentario “TerraNera”. Altra cosa invece sarebbe adottare un piglio punitivo su errori formali o leggere inesattezze, che in questo momento storico scoraggerebbero i datori di lavoro. il vero obiettivo è la lotta alle scelte calcolate e sostanziali che rimandano ad un triste e a volte disumano sistema di lavoro nero”.

“Plaudiamo all’azione della Guardia di finanza di Catania indirizzata a contrastare il fenomeno del lavoro sommerso, dell’evasione contributiva, previdenziale e assistenziale. È auspicabile che si istituisca, anche nel territorio etneo, sotto la guida dalla Prefettura, un coordinamento tra il personale ispettivo per mirare gli interventi e incrociare le relative banche dati, in modo da ottenere maggiore efficacia tanto nella repressione quanto nella prevenzione del fenomeno”.
È il commento di Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl di Catania, all’ultima operazione delle Fiamme Gialle etnee contro il lavoro nero e le evasioni previdenziali in provincia di Catania.
“Purtroppo, quello del lavoro nero – afferma Rotolo – è un fenomeno sociale che interessa oggi tutti i settori produttivi, dai servizi ai call center all’agricoltura. È un fenomeno dilagante che va fermato sia per rispetto dei lavoratori coinvolti sia delle aziende in regola che subiscono forme insostenibili di illegittima e sleale concorrenza”.
“Per tale motivo, vogliamo chiedere assieme alle altre forze sociali che la Prefettura si faccia promotrice di un coordinamento tra le forze ispettive di ministero del Lavoro, Inps, Inail, Carabinieri, Guardia di Finanza, Direzioni Regionali e Territoriali del lavoro, e tra le loro banche dati per mirare gli interventi senza il rischio di dispersioni e maggiore efficacia negli interventi”.

Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Catania ha concluso una serie di interventi in tutta la provincia per contrastare il lavoro in nero. Il bilancio dei 23 controlli parla chiaro: 38 lavoratori in nero e 6 irregolari, e sanzioni amministrative a 18 titolari, con cifre comprese tra 150mila e 600mila euro. Tra questi, una cittadina cinese, titolare di un negozio di abbigliamento, che dirigeva 6 connazionali totalmente in nero, mentre altri 2, pur con una forma di contratto stipulata, svolgevano prestazioni orarie nettamente superiori a quanto stabilito. Curiosi i casi di un dottore commercialista del calatino che conduceva la propria attività con i suoi unici 4 dipendenti, mai correttamente assunti; un salone di parrucchiere con tutti e tre gli addetti senza contratto. Infine, denunciato per truffa un cuoco che, mentre era in malattia, lavorava in un ristorante diverso da quello da quale era assunto.

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