di Nicoletta Castiglione

CATANIA –  Nemmeno 24 ore di carcere. Nemmeno il tempo di prendere famigliarità con la giustizia locale. Se poi di giustizia si parla. E’ questo il tempo trascorso in stato di fermo da Lucas Malinic, il pregiudicato polacco di 29 anni che domenica mattina ha terrorizzato gli abitanti di Via Luigi Sturzo. In evidente stato di ubriachezza e munito di asce, dopo aver danneggiato le auto in sosta della zona, aveva totalmente perso il controllo scagliandosi violentemente verso le vetture in transito e verso gli agenti intervenuti sul posto. Bloccato e disarmato, era stato condotto in Questura per poi essere processato per direttissima. L’incubo quindi sembrava finito.  I cattivi in carcere e la gente per bene che può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Perché è così che dovrebbe andare. Ma non secondo i cavilli  della legge italiana. Perché quell’uomo violento e pericoloso è già a piede libero. Scarcerato con obbligo di firma. Incompatibile con gli arresti domiciliari, perché senza dimora. Compatibile a quanto pare con la società civile. Nonostante per una fortunata coincidenza non sia riuscito a mietere vittime con le sue accette. Nonostante, solo per un fortuito caso, non sia diventato il nuovo Kabobo. E così da oggi lo si può incontrare per strada, a spasso come se nulla fosse, trattato alla stregua di ladro di mele. Che forse, per i cavilli burocratici, paga pure più di un criminale armato di accette.

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