Ci fu un tempo in cui, per radio, si poteva sorridere sul tormentone ripetuto da Turi Ferro secondo cui ….“ Catania, chiù sta, chiù bedda addiventa”. Non era vero, ma qualcosa di vero c’era; quanto meno, un pizzico di plausibilità. Oggi invece, mentre Palermo lavora per avere nel 2018 il passante ferroviario e la metropolitana automatica leggera, a Catania, paghi della mezza metropolitana semideserta, si litiga sui tornaindietro della circonvallazione e sul “rito della luce” dell’Artista Presti.

L’Artista Presti è molto ben sponsorizzato: a difenderlo è sceso in campo persino l’articolo di fondo in prima pagina domenicale de “La Sicilia”, a significare la sua rilevanza regionale, anzi forse nazionale, anzi forse internazionale. E, fingendo di chiudere ecumenicamente la querelle iniziata con l’annullamento del “Rito della Luce” preparato per mesi in due scuole catanesi con il contributo di un’altra cinquantina, in realtà continua a spargere veleni accusando tutto il mondo di ostilità allo Spirito, di incapacità di capire, e di ingratitudine il povero Enzo Bianco che, almeno in quest’occasione, non c’azzecca per niente.

Con tutto il rispetto per le ansie metafisiche dell’Artista Presti e le sue pratiche esoteriche a base di candele, se i Vigili del Fuoco dicono che c’è pericolo e bisogna trovare accorgimenti validi, c’è solo da mettersi di buona lena a cercare rimedi; quanto meno per il rispetto dovuto a magistrati e artisti che si sono generosamente messi a disposizione del progetto, ad alunni e docenti che hanno collaborato per mesi con entusiasmo mettendosi a lavorare anche di ramazza e pennello, e a quei dirigenti scolastici che si sono accollati oneri e responsabilità per consentire agli alunni un’esperienza comunque particolare ed interessante. L’Artista invece monta sul pelo dell’uovo come su un piedistallo metaempirico, smonta tutto con furia iconoclasta, se la prende con tutta la città, le nega offeso e piccato i suoi preziosi lasciti, rimprovera chi non ha tentato di piegare le esigenze della sicurezza, inonda la città di filmati e dichiarazioni autocelebrative. E il quotidiano cittadino gli regge … la candela! Povera Catania!

Poi ci si mette anche la squadra di calcio. Per carità, il pallone è pallone e non ha molti altri significati. Ma la vicenda di una squadra che era la più “argentina” della serie A e dopo poco più di un anno e mezzo rischia di fare la stessa fine della WindJet potrebbe fare riflettere su una città che, pur ricca di cinismo e sarcasmo, si lascia abbindolare da trafficanti con progetti poco calcistici e molto mercantili. Persino i tifosi più accaniti hanno ormai voltato le spalle alla dirigenza, dopo aver sostenuto la squadra comunque e nonostante tutto. Ma ormai il danno è fatto, e anche la squadra di calcio, con quel poco o tanto di indotto economico-psicologico che riesce a determinare, se ne scivola via come l’acqua che lava il lastricato della Pescheria. Povera Catania!

Verranno tempi migliori. Gli alunni delle scuole catanesi continueranno a crescere e faranno altre esperienze formative, la squadra di calcio prima o poi tornerà in serie A, il sole continuerà a sorgere alla Playa e ad illuminare il percorso di una trafficatissima pista ciclabile. Però, come si suol dire, delle esperienze bisogna fare tesoro: ci vogliono progetti chiari e condivisi, spirito di collaborazione e non autoritarismi da padroncino di borgata, protagonisti seri e non fumoserie esoteriche. L’Artista Presti e il Presidente Pulvirenti ci pensino un po’ su.

A proposito dell'autore

Dirigente scolastico

Nato a Catania il 17-8 1948, ha terminato gli studi classici presso il liceo “Cutelli” e umanistici presso la facoltà di filosofia. Docente di Storia e Filosofia nei licei di Paternò, Siracusa, Lentini dal 1974. Nel 1983  promotore e organizzatore, in collaborazione con Comune di Lentini, Società Filosofica Italiana e Università di Catania del Convegno internazionale su “Gorgia e la Sofistica”. Nel 2004 e nel 2005 Coordinatore didattico master di 2° livello università “Kore” di Enna; è stato Supervisore SISSIS a contratto presso università di Catania e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Lentini. Dal 2009 Dirigente scolastico prima a Cremona e ora Paternò.

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