La loro decisione: “Vogliamo chiarimenti da parte del presidente e decisioni immediate, altrimenti non andremo più allo stadio”. Difesa a spada tratta per Sannino.

“Si è toccato il fondo”. Nell’ultimo biennio questa è una delle frasi più ricorrenti da parte del tifo e degli addetti ai lavori sulla situazione del Calcio Catania. La retrocessione dello scorso anno prima, e i risultati altalenanti ottenuti durante la stagione in corso, oltre alla miriade di infortuni che ha colpito la squadra rossazzurra che ha indotto allo sfogo Sannino, polemico nei confronti di una preparazione i cui frutti al momento sono disastrosi,  dopo la cocente sconfitta a Livorno hanno alzato un polverone. Ed è così che un massiccio gruppo di tifosi ha deciso di riunirsi ieri sera per organizzare una protesta nei confronti della società. Alla fine si è deciso che sabato il Catania giocherà davanti ad uno stadio senza tifosi e potrebbe andare avanti così ad oltranza. Al banco degli imputati, prima ancora degli ormai “soliti” Cosentino e Ventrone, viene posta soprattutto la figura del presidente Nino Pulvirenti. Il numero uno rossazzurro ha convinto la gente in passato, costruendo progetti solidi e parlando sempre con grande chiarezza. Magari qualche battuta, in tempo di calciomercato, del tipo “abbiamo già preso qualcuno, ma non ve lo dico”, ma per il resto sempre grande precisione e puntualità, in termini di dichiarazioni e soprattutto di scelte, più  o meno sofferte, ma sempre per il bene della società. Il cuore del tifo catanese rimprovera a quello che è stato per anni il primo condottiero e tifoso di questa squadra di averli abbandonati, e di aver abbandonato la sua creatura. Che questo sia vero o meno non sta a noi dirlo, ma ciò che si riscontra in modo lampante è che effettivamente da un anno e mezzo a questa parte qualcosa non funziona come dovrebbe. Per ammissione dello stesso presidente, l’anno scorso non ha funzionato la preparazione estiva, definita dal numero uno rossazzurro “una scampagnata”. Non ha poi funzionato il mercato, visto il mancato intervento alla disperata ricerca della salvezza, ma è ancora più allarmante che (fino ad oggi) anche durante questa stagione le cose stiano andando a rotoli. Il fondo allora non si è ancora toccato. Ecco quindi che la figura dei tifosi irrompe prepotentemente sulla scena. Come una schiera di amanti feriti, i tifosi in massa chiedono la riconciliazione, che per loro passa attraverso “l’allontanamento di Cosentino e Ventrone”, ritenuti i primi responsabili del crash etneo. Sannino è stato messo in discussione, Ventrone invece è stato difeso a spada tratta. Avviati i contatti con altri allenatori nella speranza di una risoluzione di contratto, ma il mister non molla. E i tifosi sono con lui. Nella figura del “buon Sannino”, i tifosi ritrovano la voglia di sovvertire una situazione disperata ed anche, soprattutto, il coraggio di parlare e dire cose spiacevoli. Sabato arriva il Brescia al Massimino, e troverà lo stadio vuoto. Il calcio, senza tifosi non è più calcio. Passano i giocatori, passano gli allenatori, i preparatori e i dirigenti, ma è il tifo il motore di questo sport. Senza tifosi allo stadio, il fondo si toccherà davvero.

(foto da liotroct.com)

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