di Graziella Nicolosi

CATANIA – Promuovere la partecipazione dei cittadini ai nuovi progetti urbanistici della città. È l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Catania, che si sta concretizzando sia nei lavori in corso a Librino, sia nell’elaborazione della variante per il centro storico al Prg.

Nel quartiere periferico di Catania, sta per concludersi l’operazione di “rammendo urbano” cominciata oltre un anno fa dal gruppo G124, il cui nome deriva dal numero civico dell’ufficio di Palazzo Giustiniani del progettista Renzo Piano.

2Nei giorni scorsi la Tecnis, che si è aggiudicata il bando del Comune di Catania per una prestazione d’opera gratuita, ha cominciato i lavori per la messa in sicurezza dell’area compresa tra la scuola Vitaliano Brancati e il campo di rugby San Teodoro.

“Entro venti giorni – ha detto il sindaco Enzo Bianco – abbiamo avuto assicurazione che i lavori di messa in sicurezza saranno completati. Intanto attendiamo i risultati del bando di affidamento per l’area del San Teodoro pubblicato dal Comune lo scorso 26 novembre”.

Gli interventi – ideati dagli architetti Roberto Corbìa e Roberta Pastore del Gruppo G124 con il coordinamento dell’archistar Mario Cucinella, e portati a termine dal geometra Rosario Marino dell’Ufficio interventi speciali del Comune di Catania – erano cominciati nel mese di luglio.

Prima c’era stata la ripulitura della zona dai rifiuti e poi la bitumazione della superfice di collegamento tra le due strutture, funzionale anche a ospitare manifestazioni sportive, culturali e sociali. Erano state effettuate, inoltre, azioni di ampliamento dell’area destinata agli orti didattici urbani.

Secondo Carlo Colloca, il docente di analisi sociologica e metodi per la progettazione del territorio dell’Università di Catania che ha seguito gli architetti del gruppo G124 nell’analisi dei bisogni dei cittadini, “il progetto dei professionisti ha tenuto conto delle richieste di chi abita nella zona e di quelle dell’amministrazione Bianco”. Lo dimostrano anche i centocinquanta disegni che illustravano le “domande di città” dei bambini della scuola Brancati, esposti a fine settembre nel campo San Teodoro.

A fine novembre era stato presentato il primo rapporto del gruppo G124 nel Palazzo Giustiniani di Roma. In quell’occasione era presente una nutrita delegazione catanese: l’assessore alle periferie Rosario D’Agata; il presidente dell’Ance Nicola Colombrita; Concetto Bosco di Tecnis; il vicepresidente di Confindustria Giovani Salvo Messina; la direttrice dell’Accademia Abadir Lucia Giuliano; la preside dell’Istituto Brancati Lucia Abramo. C’erano anche i rugbisti dei Briganti, Fabio Lombardo e Marco Francucci, e Salvatore Castoro in rappresentanza degli “ortolani” di San Teodoro.

Per il sindaco Bianco, “questo progetto, partendo dall’ascolto dei bisogni dei cittadini, ha consentito di dare l’avvio a un processo di riqualificazione che adesso tocca a noi completare”.

3La pensa così anche il docente Carlo Colloca. “Siamo convinti – ha detto – che l’intervento di riqualificazione potrà proseguire a Librino con la realizzazione di un laboratorio di quartiere che coinvolga chi si è già impegnato per la riuscita di questo primo intervento. Parliamo dell’Università di Catania, delle associazioni di categoria, degli Ordini professionali, del Terzo settore e di tutti coloro i quali sono interessati alla rigenerazione di un’area di fondamentale importanza per la nostra città”.

A lavori completati si potrà procedere alla realizzazione dei giochi di strada, progettati in collaborazione con l’Accademia del design Abadir.

Lo stesso metodo di elaborazione partecipata si sta applicando alla variante per il centro storico al Piano Regolatore Generale, promossa dalla giunta Bianco e in particolare dall’assessorato all’urbanistica retto da Salvo Di Salvo.

Lo strumento di pianificazione è oggetto di una serie di incontri con le forze sociali e produttive, secondo un fitto calendario fissato dall’assessorato.

Gli elementi del piano sono stati illustrati ieri dall’assessore Di Salvo alle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal, mentre martedì scorso è stata la volta dell’Ance e degli ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Agronomi, Geologi, Chimici, Notai e Geometri.

La variante punta a rigenerare il cuore della vecchia Catania con interventi di ripristino e riqualificazione, compreso il piano del colore. Elemento fondamentale è la prevenzione sismica degli edifici, con la rigida previsione che ognuno di essi dovrà avere il libretto con le prescrizioni identificative.

La presentazione ufficiale alla città avverrà il prossimo 20 dicembre, con un forum pubblico in cui Bianco e Di Salvo illustreranno le linee guida del piano ai consiglieri comunali, alle organizzazioni rappresentative degli interessi produttivi e sociali dei cittadini e all’associazionismo di base.

Prima di quella data, l’assessore Di Salvo condurrà altri incontri con Confindustria e Apindustria, le associazioni ambientaliste e Italia Nostra, il mondo della cooperazione, il comparto dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura.

1Successivamente gli atti della variante verranno messi on line per una nuova fase di ascolto delle proposte della città. Seguirà il provvedimento di adozione da parte della giunta e la trasmissione al Consiglio Comunale per l’esame definitivo.

“Il metodo della partecipazione e della condivisione – ha spiegato l’assessore Di Salvo – per la nostra amministrazione è un elemento essenziale dell’azione di governo. Non possiamo ancora lasciare in condizioni di degrado il centro storico, e ora che siamo finalmente nella fase decisiva è indispensabile accelerare il confronto, senza attendere ancora le decisioni sulla nuova legge che la Regione dovrebbe varare”.

 

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