CATANIA − Continua incessante l’attività di controllo del territorio da parte degli uomini del Commissariato di P.S. di Librino anche nelle sedi di villeggiatura.

Nello specifico, lo scorso 16 e 17 settembre, la squadra di Polizia Amministrativa del citato Commissariato, nel corso di un sopralluogo all’ interno del Villaggio Ippocampo di Mare, ha effettuato un controllo dell’omonimo bar.

Nella circostanza, la titolare della licenza di somministrazione bevande, T.A. (classe 1948), risultava aver ceduto, di fatto e senza formalità alcuna, la conduzione dell’esercizio a C. G. (classe 1965), in atto destinatario di misura di prevenzione personale e patrimoniale. Questi, aggirando l’ostacolo di cui all’ attuale normativa antimafia per cui i sorvegliati speciali di P.S. non possono ottenere licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio, di fatto gestiva il suddetto bar, come dallo stesso dichiarato. Peraltro, aveva ampliato l’attività avviando un piccolo emporio di articoli vari ed un mini-market di generi alimentari, ma soprattutto, aveva intrapreso un’attività di pizzeria, con annesso servizio ai tavoli, con panche e posti a sedere, privo di qualsiasi autorizzazione comunale nonché di misuratore fiscale, e quindi con incassi in nero. Il tutto sotto il vigile occhio elettronico di un impianto di videosorveglianza, con connesso sistema di registrazione.

Il personale operante, coadiuvato dalla locale Unità operativa del Servizio Veterinaria e dell’Igiene Pubblica, hanno accertato che nel luogo di preparazione degli alimenti (struttura verandata), in cui erano presenti vestiario fra cui scarpe, verosimilmente degli addetti alle cucine, nonchè una friggitrice con una parte smontata e relativa parte elettrica a vista, in barba a tutte le norme sulla sicurezza, i diversi alimenti erano mantenuti a temperatura oltre i limiti consentiti, mentre alcuni conservati all’interno della cella frigorifera sebbene già  scaduti ed in condizioni promiscue con altri prodotti vegetali non protetti in maniera idonea. Ancora, un bancone surgelati collocato nel piazzale esterno conteneva diversi kg di carne congelata senza alcuna tracciabilità o altro che ne attestasse la provenienza. Pertanto, i prodotti alimentari non adatti al consumo umano sono stati posti sotto sequestro amministrativo per la successiva distruzione. Inoltre, l’approvvigionamento di acqua, sia per il bar quanto per la pizzeria, veniva effettuato per mezzo di una trivella appositamente installata e non da acquedotto idropotabile.

Sia il bar che la pizzeria sono stati sottoposti a provvedimento di sospensione perché il titolare non era in grado di esibire documentazione relativa alla fornitura idropotabile e l’attività di pizzeria avveniva in struttura precaria priva di requisiti igienico-sanitari.

La titolare della licenza ed il reale conduttore pertanto sono stati indagati allo stato libero per frode commerciale e cattivo stato di conservazione degli alimenti, nonché sanzionati per aver attivato abusivamente un impianto di video sorveglianza in violazione alla normativa sulla privacy, e comminate sanzioni amministrative per un importo superiore a 20.000,00 Euro.

Sono in corso ulteriori accertamenti, allo scopo di individuare eventuali abusivismi edilizi e frodi finanziarie.

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