CATANIA – “La barzelletta della pista ciclabile continua”. Sono le parole di Manlio Messina e Giuseppe Castiglione, rispettivamente consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale a Catania e capo gruppo di Grande Catania, in seguito alle dimissioni del Direttore dei lavori della pista ciclabile piazza Europa-viale Kennedy, che nella nota che accompagna le dimissioni ha denunciato “interferenze pesanti sull’andamento dei lavori” che avrebbero reso “insostenibile” la situazione relativa alla pista ciclabile.
“La disAmministrazione di Enzo Bianco non sa più cosa fare per manifestare la propria incapacità a gestire un progetto partito male e che continua peggio. Dopo i vari tira e molla con integrazioni da centinaia di migliaia di euro sul costo dell’opera, dopo i “sopralluoghi” dell’assessore D’Agata e le sue dichiarazioni per le quali il primo progetto non sarebbe stato a norma, arriva dal Direttore dei lavori la conferma che questo lavoro è stato partorito senza programmazione ma con il solo intento di stupire con effetti speciali. Gli stessi effetti speciali utilizzati per il ponte Tondo Gioeni ed i cui risultati sono ben conosciuti dai catanesi. Questa DisAmministrazione non ha alcuna visione strutturale della città e pensa soltanto alla propria sopravvivenza politica. Le cose stanno uscendo fuori e si rileva una volta di più la visione feudale che questi signori hanno di Catania e dei suoi abitanti, da accontentare – come si vede anche malamente – in cambio della permanenza sulla poltrona. Come Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Grande Catania ci batteremo per fare luce su questa vicenda e mettere sindaco e giunta di fronte alle loro responsabilità”.

Per Il presidente dell’Associazione Commercianti Catania, Giovanni Saguto, e il vice direttore Provinciale Confcommercio, Francesco Sorbello: “Siamo di fronte ad un vero disastro politico – amministrativo: ecco come stanno le cose a Catania. Non avevamo tutti i torti a classificare “confusionaria ed incapace” l’amministrazione Bianco. Nelle ultime due settimane almeno due questioni di primaria importanza dimostrano lo stato confusionale, ma anche una certa dose di incapacità, dell’amministrazione guidata dal Sindaco Bianco Enzo: ci riferiamo alla vicenda della pista ciclabile e la riformulazione del piano di riequilibri del Comune. Due pasticci indecorosi, due vicende ben diverse ma accomunate da atti amministrativi discutibili e strani.

L’anomala storia della pista ciclabile è riassunta dai numeri: ciò che doveva costare 168 mila euro costerà verosimilmente 468 mila euro. Come se non bastasse si sono aggiunte le spiegazioni non convincenti dell’assessore D’Agata, la sua ricognizione inutile nei luoghi ed infine anche la clamorosa dimissione del direttore dei lavori. L’altro fatto che mette a nudo l’incapacità di Bianco e company è contenuto nella delibera di Giunta dove decidono di fare ricorso ad un “soggetto esterno” per redigere la riformulazione del piano di riequilibrio: si pubblica un bando in tempi strettissimi per poi scoprire che il bando, a cui non partecipa nessuno, contiene un errore.

Errori su errori di un’amministrazione confusa. Non è più solo una questione burocratica, e forse non lo è mai stato, ma vi è una carenza ed incapacità della politica, di questa amministrazione, di questa Giunta. Quando denunciammo l’incapacità dell’amministrazione Bianco un anno addietro siamo stati attaccati dallo stesso sindaco: oggi i fatti dimostrano che, purtroppo, avevamo ragione. Tante altre questioni sono state, infatti, trattate con superficialità dalla giunta Bianco.

Dall’abbattimento del Tondo Gioeni alla vicenda Sostare, dalla vicenda del bilancio comunale a quella sui dehors, dalla saga delle proroghe per i contratti di affidamento dei servizi comunali alla gestione nefasta della viabilità vi è un unico comune denominatore: incapacità e confusione. Dobbiamo riproporre alcune domande: la politica cittadina se ne sta rendendo effettivamente conto di questa grave situazione? Qualcuno interverrà per porre fine a tanta confusione o dovremo sopportare ancora questi atteggiamenti? Quanto dovremo aspettare affinchè vi sia un’inversione di tendenza? Siamo di fronte ad un’amministrazione e ad un Sindaco sfiduciato dai fatti e dai cittadini. O si cambia in fretta o tutti a casa”, concludono Saguto e Sorbello.

 

 

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