Daniele Lo Porto

CATANIA – E’ un bollettino di guerra: 13 morti, 754 feriti tra i quali 25 con prognosi riservata, 405 erano su un mezzo a due ruote. Questo è il bilanco degli interventi della Polizia municipale di Catania nei primi sei mesi del 2016. Un dato statistico, che purtroppo, si ripete con poche oscillazioni ogni anno. “Nel bilancio complessivo siamo costretti ad annotare una trentina di morti e almeno 180/200 persone con ferite gravi – spiega il comandante Pietro Belfiore -: La media è di oltre dei morti al mese per incidenti stradali: non è certo poco in una città come Catania”.

E soprattutto emerge che gran parte di questi incidenti, con conseguenze luttuose, sono provocati dall’eccessività dei mezzi, e proprio questo potrebbe essere il motivo dell’impatto che è costata la vita a Salvatore Sorriso, 16 anni, giovedì sera al viale Sabato Martelli Castaldi, almeno stando alla lunga frenata dello scooter 125 e ai primi rilevamenti degli agenti. E oltre alla velocità anche manovre azzardate, come quella che appena un mese e mezzo fa ha provocato la morte di E.R., sedici anni, alla guida di una potente moto di 300 di cilindrata, in un altro quartiere popolare, nei pressi del corso Indipendenza.

  • Comandante, troppi incidenti per imprudenza: cosa bisognerebbe fare?

“Bisognerebbe lanciare un messaggio chiaro a tutti, soprattutto i minorenni che per incoscienza o spavalderia sono non si rendono conto dei rischi che corrono su una due ruote. Sono statisticamente anche i più indisciplinati forse a causa di una stile di guida, ma direi più complessivamente di uno stile di vita, che li porta ad andare oltre. Essere completamente padroni del mezzo, portarlo magari oltre le condizioni di sicurezza, oltre che quelle imposte dal Codice della strada, è un motivo di vanto, un modo per sentirsi “grandi” oltre che – a volte – una qualità per compiere attività illecite e, di conseguenza, essere pronti a seminare un’auto della Polizia”, aggiunge il comandante Belfiore.

Nel primo semestre di quest’anno sono state elevate 4.131 multe per superamento dei limiti di velocità, 346 per guida senza casco, 43 per guida in stato di ebbrezza e 6 per guida durante l’assunzione di sostanze stupefacenti.

Nei quartieri periferici la percentuale di mancato rispetto del Codice della strada è più alta, ma l’abitudine di non indossare il casco è assai diffusa in pieno centro cittadino e in tutti gli strati sociali o di età, anche se negli ultimi anni è evidente un maggiore uso. Le strade a maggior rischio velocità sono la circonvallazione, dove da Ognina a Misterbianco, dai tempi dell’Amministrazione Scapagnini i semafori sono praticamente scomparsi a beneficio di rotatorie che consentono un maggiore flusso del traffico, ma anche di pigiare sull’acceleratore, e il lungomare.

  • Tredici morti sulla strada in sei mesi sono tanti: la legge sull’omicidio stradale non è servita a responsabilizzare gli automobilisti?

“Direi di no, conti alla mano. La legge prevede sanzioni molto pesanti, fino a 12 anni con le aggravanti come l’uso di alcool e droghe, ma considera sempre l’omicidio come colposo e non doloso. Di contro, bisogna rilevare che adesso la guida senza patente viene punita solo con una sanzione amministrativa e solo in caso di recidiva – per altro difficile da verificare – è prevista una sanzione più grave. Insomma, c’è una certa contraddizione che di fatto non ha portato alla diminuzione dei sinistri, tanto meno nei centri cittadini”.

  • Ci sono giorni e orari particolarmente a rischio?

“Il venerdì e il sabato sera-notte e in generale i pre festivi sono giorni particolarmente a rischio. Su 1.084 sinistri rilevati nel primo semestre di quest’anno, ben 233 sono avvenuti tra le 20 e le 08. In 925 casi è stata coinvolta almeno una autovettura, in 330 almeno un motoveicolo e in 74 almeno un ciclomotore”.

Dati che rispecchiano la grandissima diffusione di mezzi a due ruote usati in città spesso usati per trasportare anche tre persone, soprattutto nel tragitto casa-scuola.

– Comandante, la prevenzione, soprattutto per limitare la velocità, potrebbe essere l’azione più efficace. Quanti agenti sono impegnati quotidianamente sulle strade catanesi?

“Su un organico complessivo di 450 agenti, circa la metà sono impegnati nel controllo della viabilità, ma “spalmati” su quattro turni, nell’arco delle ventiquattro ore. E poi dobbiamo togliere i riposi, ferie e malattie. Ma -, mi permetta di sottolineare, che la migliore prevenzione sarebbe il rigoroso rispetto del Codice della strada e un maggior senso di responsabilità di tutti, pedoni compresi”.

Dal Giornale di Sicilia

 

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