Riceviamo e pubblichiamo.
CATANIA – Una multa di circa 250 euro che, nel giro di 3 anni, è lievitata enormemente fino a superare i mille euro. Tassi di interesse esorbitanti che, oltre alle legittime proteste degli utenti, lascia al cittadino la sensazione di trovarsi di fronte quasi a degli usurai e non al Comune di Catania. Quella descritta finora è solo una delle tante segnalazioni che, in qualità di consigliere comunale, ho raccolto nel corso delle ultime settimane. Cittadini che si sentono letteralmente vessati dall’attuale situazione in vigore in seno all’amministrazione nell’ambito delle sanzioni. Ammontare astronomici che hanno messo in moto la fase ispettiva del sottoscritto Francesco Saglimbene. Dati alla mano L’Ati, l’azienda che gestisce il servizio di riscossione per conto del comune, dalla somma che l’utente deve pagare percepisce poche decine di euro. Il resto va nelle casse comunali. Facendo un rapido calcolo è facile comprendere come Palazzo degli Elefanti applichi sulla sanzione oltre il 100% annuale di interessi. Una situazione, questa, che rispecchia molti altri episodi di questo tipo e che sottolineano l’urgenza di un provvedimento che cambi l’attuale andazzo. Per tutte queste ragioni chiedo al Sindaco Bianco di prendere urgenti provvedimenti in tal senso. Applicando questi tassi di interesse quale cittadino, soprattutto se consideriamo il particolare momento di crisi generalizzata, potrà mai permettersi di pagare la multa? In quest’ambito diventa fondamentale anche avvisare l’utente a scadenze regolari, attraverso l’invio di raccomandate, di pagare la sanzione. Solo così si eviterà che la sanzioni resti “silente” per mesi con la conseguenza che la multa lieviti fino a diventare un peso insopportabile.

Francesco Saglimbene, consigliere comunale di Catania

 

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