CATANIA − Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha espresso apprezzamento per il presidente del Teatro Stabile, Nino Milazzo, sottolineando alcuni importanti risultati che il Teatro sta ottenendo sotto la sua presidenza.
“Le difficoltà di gestione, non solo economiche, che attraversa lo Stabile − afferma Enzo Bianco− hanno origini antiche e varie che andranno affrontate. Il Presidente non ha responsabilità gestionali e fra pochi mesi, a scadenza naturale, ci sarà un doveroso rinnovamento di alcune figure dirigenziali. Milazzo è tra coloro che sta provando con impegno a dare un cambio di passo necessario, operando in una condizione di difficoltà con le consuete professionalità, esperienza e saggezza, le stesse usate negli importanti incarichi che ha avuto nel corso della sua carriera. La passione che mette anche verso il Teatro è da sottolineare e di questo lo ringraziamo”.
Occorre poi una seria riflessione sulla diminuzione delle entrate: nel 2008, ad esempio, il contributo regionale, la principale fonte di sostegno del Teatro, è sceso del 58%. “Il Teatro Stabile− continua Bianco − è una istituzione per questa città ed è un ente regionale con regole precise. Si lavora dunque per risolvere le criticità, peraltro molto pesanti per tutti i teatri siciliani, a partire dal Teatro Massimo di Catania che ha avuto una taglio in Finanziaria di 1,7 milioni di Euro. Per lo Stabile, inoltre, aspettiamo che la Regioni nomini finalmente il proprio Revisore dei Conti affinché tutto il Collegio possa insediarsi”.
Nel frattempo l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando ha avviato una interlocuzione con il Presidente della Commissione consiliare Bilancio, Vincenzo Parisi, sui conti del Teatro.
Precisa Girlando che “il Bilancio al 31 dicembre 2013 del Teatro Stabile di Catania chiude con un risultato positivo, in palese e netto miglioramento rispetto a quello del 2012 che portava invece una perdita di 1.081.000 euro. Un risultato che si associa ad una riduzione dei costi di esercizio che si sono ridotti di oltre un milione di euro passando dai 6.138.684 del 2012 ai 5.101.168 del 2013. Inoltre il documento contabile risulta gravato da oltre 700.000 euro di oneri straordinari causati da posizioni debitorie creati in anni precedenti al 2013 non correttamente imputate agli anni di competenza”.
“Grazie al lavoro del presidente Milazzo il Teatro è riuscito a sostenere, nonostante l’obbligatorio contenimento dei costi, una costante qualità della produzione − precisa Girlando − mantenendo il prestigio dello stesso ente teatrale e di Catania. Va aggiunto infine come il Bilancio del 2013 risulti regolarmente approvato dal Collegio dei Revisori che ne attesta la formale rispondenza ai principi contabili”.
“Va sottolineato −  continua l’assessore al Bilancio − come nel 2014 il Collegio dei Revisori non sia stato rinnovato in ragione della mancata indicazione da parte della Regione siciliana del componente di sua spettanza. Questa carenza è sicuramente grave e infatti il Comune di Catania ha chiesto che il Consiglio di amministrazione provveda in tempi brevi alla convocazione di un’apposita assemblea per la regolare costituzione di tale fondamentale organo che terrà entro il mese di maggio e se la Regione non provvederà all’indicazione del Revisore di sua competenza − conclude Girlando − il Teatro procederà alla nomina dei componenti mancanti”.

Intanto, anche Giacomo Rota, segretario della Cgil di Catania, Davide Foti, segretario della Slc Cgil, e Giovanni Pistorio, segretario confederale Cgil dicono la loro, rimarcando la necessità di dare priorità ai lavoratori e al teatro piuttosto che “alle beghe interne alla maggioranza politica di questa città” che “non possono nuocere al prestigio ed all’immagine del teatro Stabile, né compromettere il destino dei lavoratori e del teatro stesso. Se da un lato è sacrosanto avviare un confronto, anche duro e serrato su un ente culturale storico, dall’altro sembra che la richiesta di dimissioni di Cda e presidente non tenga conto di una realtà evidente: innanzitutto, che anche in periodo di crisi il Teatro continua a mietere successi in campo nazionale ed internazionale, ma anche che se il bilancio consuntivo non sarà approvato, il teatro Stabile rischia la chiusura. Che il teatro goda di prestigio non solo a livello territoriale ma anche nazionale e internazionale lo conferma il FUS, lo confermano i successi all’estero e l’ottimo livello della sua scuola di recitazione, unica in Sicilia. Nel caso dello Stabile, le buone relazioni di questi anni hanno anche permesso di costruire un percorso di eccellenza a tutela dei lavoratori meno garantiti (per esempio gli attori, con contratto a tempo determinato) in termini di ammortizzatori sociali nei periodi di disoccupazione. Non possiamo poi che ricordare come la politica dei tagli sia già stata avviata nell’ente, con l’eliminazione progressiva di tutte le consulenze, il trasferimento degli uffici in altre sedi e la dismissione di alcuni teatri, come l’Ambasciatori. Sottolineiamo, infine, anche l’apertura del Teatro Musco”.

Scrivi