CATANIA – Una lunga colonna di fumo nero è osservabile anche da distanza: un incendio è divampato in un capannone abbandonato nella terza strada della zona industriale di Catania. Sul luogo stanno cercando di spegnere le fiamme, tre squadre dei vigili del fuoco, con autobotti di rincalzo.

Un altro incendio divampato per cause non ancora accertate, ha investito la notte scorsa il grande canneto che si estende lungo la zona sud della collina prospiciente il porto rifugio di Gela. Per due ore, fumo e fiamme hanno reso la zona impraticabile. Blindando porte e finestre, gli abitanti del quartiere, hanno temuto l’evacuazione.
I vigili del fuoco del distaccamento di Gela però sono riusciti a circoscrivere il rogo per poi domarlo dopo un lungo lavoro, necessario anche per spegnere ogni ulteriore focolaio. Non ci sarebbero feriti e continuanno le indagini da parte delle forze dell’ordine.

“L’incendio in un capannone della zona industriale di oggi rappresenta un campanello d’allarme che l’amministrazione comunale non può non tenere nella giusta considerazione – dichiara il presidente comunale della commissione tributi, Salvatore Tomarchio – anche se il rogo si sta verificando in un’area privata bisogna tenere in considerazione che, in questa parte di Catania, ci sono interi ettari di terreno invasi dalle sterpaglie con la conseguenza che quello che si sta verificando oggi, senza un piano di manutenzione straordinario, si potrebbe verificare pure nelle prossime settimane. Da oltre un anno chiede al Sindaco Bianco di attivarsi, attraverso una forte sinergia tra pubblico e privato, per avviare quel progetto di interventi nel breve, medio e lungo periodo che nella zona industriale si aspetta da anni. Degrado, discariche abusive, incendi (nel periodo estivo) e allagamenti (nel periodo invernale) che ha il solo effetto di mettere in ginocchio il cuore industriale cittadino. L’incendio di oggi sottolinea la necessità, da parte di tutti i soggetti interessati, di sedersi attorno ad un tavolo e cominciare una collaborazione duratura dove gli imprenditori della zona, in cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse, si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e dalla pulizia ordinaria. Si tratta di una cooperazione che può portare indubbi vantaggi per tutti. Ogni appello, segnalazione, sopralluogo e richiesta non ha portato a nessun risultato in termini di sicurezza e vivibilità in un sito di vastissime dimensioni. Adesso è arrivato il momento di creare un’intesa che potrebbe rendere la zona industriale più sicura e funzionale in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi condizione atmosferica.
Restare con le mani in mano vorrebbe dire intervenire ad ogni emergenza e mettere pezze ad una “struttura” che fa acqua da tutte le parti”.

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