Cosentino a fine gara su alcune decisioni dell’arbitro: “Sacchi è scarso e deve arbitrare nei dilettanti”.

CATANIA – “E’ stato clamoroso, non è giusto. L’arbitro ha fischiato contro per far vedere che non è a favore dei padroni di casa. Una cosa incredibile, pensavo che lo facesse apposta. Noi facciamo investimenti, rifacciamo la squadra e poi dobbiamo subire queste cose. Vogliamo garanzie e che ci sia regolarità, non possiamo andare avanti così. L’arbitro ha fatto danno e le parole di Lotito hanno influenzato tutto. Non penso alla malafede, ma allora è scarso e deve arbitrare nei dilettanti. Non può continuare, falsa il campionato così. Abbiamo intenzione di prendere provvedimenti. Ho già parlato con il presidente della B Andrea Abodi ed ho espresso la mia amarezza. Voglio garanzie e domani andrò a parlare con il massimo dirigente della Lega. Quello che ha fatto l’arbitro oggi è un disastro”. Pablo Cosentino, al termine del match pareggiato per 1-1 contro il Crotone si scaglia contro l’arbitro Sacchi. Il fischietto di Ravenna non concede ai rossazzurri quelli che per l’amministratore delegato etneo sono due rigori sacrosanti: il primo, una trattenuta di Gigli su Maniero al 24′, il secondo per un fallo di mano di Claiton allo scadere della prima frazione di gioco. Entrambi gli episodi accadono nel primo tempo e possono certamente cambiare le sorti dell’incontro.

Le incertezze dell’arbitro si dimostrano decisive per l’esito finale dell’incontro. Il Catania, in svantaggio già al 4′ dopo la rete di Torregrossa su azione d’angolo, gioca una gara tutto cuore. Escluso il primo quarto d’ora, in cui è stato il Crotone a fare la partita, per il resto è sempre la squadra di casa a macinare gioco. La gara risulta divertente. Tra gli assedi etnei e le ripartenze dei pitagorici, le azioni si sono susseguite una dopo l’altra. Il Catania nel primo tempo centra anche due traverse: al 15′ è Sciaudone, su assist di Mazzotta, a centrale il legno e graziare l’ottimo Cordaz; al 39′, sempre su assist di Mazzotta dalla sinistra, è Maniero a colpire di testa e prendere un’altra, clamorosa traversa, a Cordaz battuto. Tra le due azioni, da segnalare anche la grande parata del portiere rossoblu su Schiavi (34′). L’arbitro innervosisce i rossazzurri e la partita si incattivisce un pò. Il Crotone dal canto suo fa la sua partita spezzando le azioni avversarie e a volte facendo qualche fallo di troppo. A farne le spese Suciu e Matute. Il primo verrà espulso al 90′.

Nella ripresa il Catania ci prova, ma la stanchezza si fa sentire a causa della grande pressione esercitata dalla squadra di Marcolin. L’allenatore rossazzurro cambia, e inserisce Castro al 63′ al posto di Maniero: 4-3-3 per i suoi. La mossa si rivelerà azzeccata. L’argentino, dopo l’operazione per l’ernia che l’ha tenuto a lungo lontano dai campi di gioco, torna in campo per dimostrare il suo valore dopo gli ultimi tempi in chiaroscuro. Il Crotone, comunque, non è stato a guardare. Dezi, Torregrossa e Maiello costruiscono i presupposti per il raddoppio ma la difesa salva tutto. Marcolin gioca anche la carta Martinho al posto di Sciaudone e Capuano per uno stremato Mazzotta. Gli sforzi di un Catania che ha giocato la gara con il giusto atteggiamento vengono premiati a tempo scaduto: è Castro, al 92′ su azione d’angolo battuto da Rosina, a colpire di testa e superare Cordaz.

Come nella partita d’andata giocata a Crotone, ma a ruoli invertiti. Era stato infatti il Crotone a pareggiare durante l’ultimo minuto di recupero la segnatura di Calaiò, e a negare ai rossazzurri la gioia della vittoria in trasferta che manca ormai da tempo. Tutta un’altra storia adesso. Un Catania sicuramente diverso da quello del girone d’andata. Un Catania che costruisce, che ci crede. Per ammissione dello stesso Pablo Cosentino, in conferenza stampa, ieri al Massimino “il Catania vuole provare a centrare i play-off, guardando però partita dopo partita”. Nessuna parola di troppo, testa bassa e lavoro in settimana devono essere i soli ingredienti su cui puntare. Non riesce il tentativo di centrare la terza vittoria consecutiva in casa: le prossime sfide segneranno lo snodo decisivo per le sorti del sodalizio del presidente Pulvirenti.

CATANIA (4-3-1-2): 1 Gillet; 26 Belmonte, 5 Schiavi, 45 Ceccarelli, 43 Mazzotta (dal 83′ Capuano); 44 Sciaudone (dal 75′ Martinho), 21 Rinaudo, 42 Coppola; 10 Rosina, 9 Calaiò, 7 Maniero (dal 63′ Castro). A disposizione: 22 Terracciano, 15 Sauro, 8 Escalante, 39 Odjer, 20 Chrapek, 14 Barisic. Allenatore: Marcolin

CROTONE (4-3-3): 1 Cordaz; 30 Balasa, 3 Claiton, 23 Gigli, 24 Martella, 14 Matute, 17 Maiello, 16 Suciu; 6 Dezi, 9 Torregrossa (dal 73′ Rabusic), 39 Stoian (dal 70′ Ricci). A disposizione: 22 Stojanovic, 33 Lewandowski, 13 Ferrari, 28 Modesto, 20 Salzano, 10 De Giorgio, 18 Padovan, 28 Ciano. Allenatore: Drago.

ARBITRO: Sacchi della sezione arbitrale Aia di Ravenna

AMMONITI: Suciu, Matute, Schiavi, Coppola, Cordaz, Sciaudone, Ricci.

ESPULSO: al 90′ Suciu

(foto latestanelpallone.com)

Scrivi