CATANIA – L’Associazione Nazionale dei Consumatori CODICI ha affrontato il tema della trasparenza al Comune di Catania. All’incontro hanno partecipato il segretario regionale di CODICI Manfredi Zammataro e il dirigente provinciale l’avv. Mario Campione.

Durante la conferenza stampa è stata commentata la documentazione che il Comune di Catania ha trasmesso in risposta all’Accesso Civico inoltrato ad agosto dall’ Osservatorio sulla Pubblica Amministrazione del CODICI. “Prendiamo atto con amarezza e stupore che per il Comune di Catania la trasparenza sia un orpello del tutto inutile, anzi un fastidio da assolvere solo formalmente e non invece per dare un servizio ai cittadini come la legge impone.

L’elenco trasmesso dall’Ente Comunale a seguito delle nostre richieste è una vera e propria offesa all’intelligenza e al diritto dei Catanesi, se si pensa che nel presente elenco sono stati omissati, cioè cancellati, tutti i nomi e i cognomi dei destinatari dell’incentivo extra stipendio di oltre 600.000 euro” ha denunciato Manfredi Zammataro che ha anche esibito ai giornalisti l’allegato prodotto in fortissimo ritardo dal Comune di Catania e per giunta coi nomi cancellati. “In questo modo –ha aggiunto Zammataro- sembra quasi che per il Comune di Catania vi siano dipendenti di serie A e di serie B, visto che grazie a questi benefici questi dipendenti  e solo questi, realizzano un notevolissimo incremento stipendiale. Noi –conclude Zammataro – andremo avanti finchè non otterremo questo misterioso elenco perché riteniamo sia un diritto dei cittadini averlo e per tale ragione abbiamo approntato un esposto articolato da inviare al Presidente dell’Autorità Nazionale per l’Anticorruzione, il magistrato Raffaele Cantone al quale abbiamo anche chiesto di essere ascoltati a Roma. Inoltre, impugneremo al TAR questo provvedimento che per noi è  arbitrario e illegittimo perché in palese contrasto con le normative sulla trasparenza e sull’anticorruzione”.

Secondo Zammataro infatti “è assurdo tutto questo silenzio assordante attorno a questa vicenda. Come mai si vogliono coprire i nomi dei beneficiari? Chi sono queste persone e che  attività in concreto hanno svolto? Interrogativi questi –prosegue Zammataro- che non trovano risposta e che rendono la vicenda ancora più inquietante se si pensa che si tratta di oltre 600.000 euro, frutto delle tasse pagate con sacrificio dai Catanesi e di cui una cospicua parte va  a finire nelle tasche di taluni dipendenti i cui nomi secondo il Comune dovrebbero rimanere anonimi. Soldi pubblici che invece dovrebbero essere rendicontati in maniera trasparente e al centesimo e non certo coperti da assurdi omissis. Inoltre –continua il segretario regionale di CODICI- è alquanto strano che la censura dei nominativi sia avvenuta solo per questo specifico provvedimento, visto che per prassi consolidata e dovere di trasparenza altri atti simili recano invece puntualmente nomi e cognomi dei beneficiari”.

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