L’esperto delle vicende rossazzurre commenta il momento del club etneo a due giornate dal termine del campionato e dopo la nomina del nuovo CdA.

di Gianluca Virgillito

A mio avviso non ha alcun senso commentare l’avvicendamento in seno al Calcio Catania del nuovo CdA, stiamo parlando di tre dirigenti professionisti che fanno a capo alla stessa proprietà dello scorso anno. Non mi interessa discutere delle loro dichiarazioni. Rispetto il lavoro di tutti, ma il verbo è sempre quello di Pulvirenti. A Catania serve gente nuova, una nuova proprietà e fin quando nessuno si farà avanti non si potrà parlare di progetti o futuro“.

Il nostro amico ed esperto delle vicende rossazzurre, Turi Distefano, non le manda a dire ma suona la carica nei confronti della città a due giornate dal termine della stagione calcistica, comunque da salvare per evitare catastrofici epiloghi. Contro Paganese e Fidelis Andria, occorrerà “conquistare sei punti per salvare questa stagione e sperare che le cose possano cambiare dalla prossima“. Una stagione tribolata, cominciata positivamente tra le difficoltà delle macerie dell’inchiesta “i treni del gol”, ma poi turbata da una serie di avvenimenti, tra cui l’arresto di Pulvirenti, ex presidente del sodalizio etneo, per i fatti legati alla compagnia aerea Wind Jet, vive adesso il suo momento chiave: servirà massima concentrazione per evitare i playout e la lotteria che eviterà la retrocessione in Lega Pro.

A Pagani – prosegue Turi Distefano – forse potrebbe andar bene anche un pareggio, ma senza certezze inutile dire che bisogna scendere in campo da veri guerrieri per superare l’avversario. Plasmati? Non so come stia fisicamente, forse potrebbe giocare dal primo minuto insieme a Calil. In questo momento non sono le qualità tecniche quelle che fanno la differenza, ma le qualità umane, la forza caratteriale della squadra. La sconfitta del Catanzaro con il Monopoli, che tra parentesi mi ha lasciato perplesso, ha complicato tutto perché adesso anche gli azzurrostellati di Grassadonia hanno bisogno di un punto ancora per ritenersi matematicamente salvi. Una situazione paradossale che mette in salita anche il cammino di un Catania che nella scorsa giornata con il Melfi mi ha soddisfatto soltanto a metà.

Di quella partita salvo soltanto i tre punti e la perla di Russotto, di altra categoria. Dispiace perché questi ragazzi purtroppo hanno dimostrato di avere dei limiti caratteriali. Molte cose avrebbero potuto essere diverse a mio avviso. La rosa ha delle qualità indiscutibili, la situazione societaria forse ha influito pesantemente… Calderini? Sbaglia cose elementari, credo non sia sereno dal punto di vista mentale. A mio avviso per la Lega Pro è un calciatore che ha dei numeri importanti ma qui non è riuscito a dare sufficienti dimostrazioni. Su Moriero non voglio infierire, gli do pochissime responsabilità per l’attuale momento del Catania. Anzi, gli faccio un plauso per il coraggio che ha avuto nell’accettare questa avventura. 

Da tifoso e da addetto ai lavori condivido l’esasperazione della tifoseria, che non mi sento in alcun modo di criticare per le scelte fatte. L’unica cosa che mi sento di dire a tutti è che la migliore protesta, adesso, è andare allo stadio per sostenere i colori, nonostante tutto, per dimostrare ancora una volta la propria grandissima forza, il proprio amore incondizionato ad un patrimonio di valore inestimabile per la città”.

 

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