“Cambiare ancora allenatore? Non so, intanto bisognerebbe dare stabilità. Lo Monaco? Difficile che torni, ma una figura come la sua è ciò che ci vuole a mio parere”

Tempo di bilanci di fine anno.

Turi Distefano commenta per siciliajournal il 2014 del Catania, proiettandosi verso l’anno che verrà.

“Per fortuna il 2014 è finito e si apre in campionato una pausa che potrebbe essere sfruttata bene. L’esperienza dell’ultimo anno e mezzo è stata traumatica per tutto il popolo catanese.

L’ultima partita di quest’anno ha lasciato tanti spunti su cui riflettere. Il Carpi non ha impressionato più di tanto per il gioco espresso al Massimino, ma indubbiamente ha dimostrato di essere una squadra compatta e volitiva, praticamente ciò che invece non è il Catania.

Con il 2015 spero arrivi anche quella stabilità che società, tifoseria e giocatori hanno perso tempo fa. Si parla tanto dell’arrivo di un nuovo allenatore per sostituire Maurizio Pellegrino. A mio avviso prima del tecnico dovrebbero essere ridisegnate anche altre posizioni, occorre quindi che il presidente in persona metta in atto quella serie di interventi atti al miglioramento dell’attuale triste classifica dei rossazzurri. L’allenatore giusto probabilmente il Catania l’aveva già, si tratta di Sannino, ma comunque sia, credo che anche lo stesso Pellegrino potrebbe lavorare bene senza la miriade di infortuni che ha investito questa squadra e le numerosissime espulsioni subite per l’atteggiamento scellerato di certi giocatori. Vista la classifica, e gli obiettivi sbandierati a inizio stagione, penso comunque che come guida tecnica ci sia bisogno di un profilo di grande esperienza.

Le figure di Cosentino e Ventrone, inutile dirlo, sono le più discusse. In molti hanno puntato il dito contro di loro, addebitandogli le responsabilità di questo crollo verticale verso il basso. Io non ne faccio una questioni di nomi, non me la prendo con nessuno. Ma è lecito chiedersi di chi è la colpa quando le cose non vanno bene. Cosentino e Ventrone sono sempre stati difesi da Pulvirenti in persona, avrà le sue ragioni. Sannino colpevole? Non saprei..

Dal mio punto di vista, che però rimane esterno alla società, mi sembra che all’interno dello spogliatoio manchi una figura dirigenziale che metta ordine. Certi giocatori che qui non hanno reso, devono andar via a cercar fortuna altrove. Spero arrivino tanti giocatori italiani, che capiscano la situazione traumatica che la città sta vivendo.

Purtroppo questa incresciosa involuzione fa parlare tanto, e si rischia di creare ancora più scompiglio. Ma il calcio è questo. Un eventuale ritorno di Lo Monaco? Aldilà del nome, e quello di Lo Monaco mi sembra molto difficile da accostare al Catania in questo momento, viste le vicende tra lui e Pulvirenti, credo che ci voglia un uomo del suo carisma e della sua professionalità, per mettere ordine.

Sono contento invece che Rosina in questi giorni abbia dato prova di attaccamento alla causa catanese, smentendo le voci che dicevano che quello di venire a Catania fosse stato un gravissimo errore per la carriera del fantasista. Il suo messaggio di fiducia in una ripresa è lo stimolo per ripartire con una marcia in più per un girone di ritorno da battaglia. Fortunatamente ancora nulla è perduto, ma è tempo di dare risposte concrete.

Un pensiero voglio rivolgerlo al CAPITANO Gianni La Pera, che ci ha da poco lasciati. Sabato c’è stato il primo memorial in suo onore.. è stato davvero un grande uomo, ne ho conosciuti pochi come lui, ed oggi, in questo calcio malato, i giovani dovrebbero prendere esempio da questi personaggi”.

 

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