CATANIA – “Giù le mani dalla spesa sociale, minacciata da tagli concentrici contenuti nella Legge di Stabilità del governo Renzi e nelle manovre finanziarie della Regione che si abbattono sui Comuni, impegnati a rimediare i danni prodotti in decenni di sprechi e debiti. Le Province, intanto, sono cadute in un limbo, ma conservano competenze rilevanti anche in materia di aiuti ai più deboli”. Lo afferma il segretario generale della Uil etnea, Fortunato Parisi, che annuncia “la richiesta di confronto urgente con l’Amministrazione e la Prima commissione consiliare del Comune di Catania anche in vista del prossimo esame del bilancio preventivo, mentre analoghe iniziative saranno avviate assieme ai responsabili delle sedi Uil in tutti i centri del nostro territorio per fare fronte alla crescente riduzione di risorse pubbliche che sta provocando una inquietante desertificazione dei diritti nelle nostre comunità”. Dice ancora Parisi: “Esiste il pericolo concreto che alla fine spariscano le risorse per l’assistenza domiciliare e gli anziani, le politiche abitative, la sicurezza delle scuole e per la gran parte dei servizi resi al cittadino. Insomma, lo Stato con Regione e Comuni rischia di trasformarsi in una Grande Agenzia per la Riscossione di Balzelli e Tributi. Nulla più!”.
Il segretario della Uil di Catania aggiunge: “Mentre ribadiamo, come abbiamo già fatto denunciando la stangata-Tasi a Catania, la necessità che gli enti locali prevedano sempre e comunque detrazioni fiscali per le famiglie con figli, sollecitiamo un’attenta e condivisa analisi delle uscite perché la spesa sociale sia davvero l’ultima a essere toccata. Questo vale soprattutto in un territorio nel quale crescono disagio e disperazione”. Fortunato Parisi conclude ricordando le ragioni della protesta Uil contro la Finanziaria 2015, che riduce in modo inaccettabile qualità e quantità dei servizi ai cittadini: “Come già evidenziato dal segretario generale aggiunto Carmelo Barbagallo nel recente incontro con il Governo, siamo allarmati e arrabbiati perché il Fondo nazionale per le politiche sociali passa da 317 a 300 milioni, benché ne fosse invece previsto l’aumento a 350. Sotto questa voce, poi, viene fatto rientrare pure il Fondo per l’infanzia, che prima aveva una propria dotazione. Il Fondo per le non autosufficienze subisce un taglio da 350 a 250 milioni, quello per l’offerta formativa e gli interventi a favore di alunni con disabilità, contrasto al bullismo e lotta alla dispersione scolastica è ridotto di 30 milioni. Grave, poi, che in piena emergenza-immigrazione il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati passi da 20 a 12,5 milioni: la Sicilia e i siciliani saranno sempre più soli e sprovvisti di mezzi nell’affrontare questa tragedia umanitaria del nostro secolo”.

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