Per qualche ora Piazza Manganelli è diventata “Piazza Alfano”: il ministro dell’interno, con a seguito 48 auto blu e un frotta interminabile di poliziotti a sua protezione, si è recato a un party privato per l’inaugurazione di un locale, bloccando la piazza e sequestrando i poveri malcapitati che si sono visti rimuovere pure l’auto. Tutto questo mentre i sindacati di Polizia protestavano per lo spreco di danaro pubblico

CATANIA – La festa di San Michele Arcangelo, santo patrono della Polizia di Stato, tenutasi a Catania, sta ancora sollevando polemiche su polemiche. Prima la protesta di alcuni sindacati di polizia, i quali hanno legittimamente recriminato per lo sciupio del denaro pubblico impiegato per allestire tale evento.

Poi un’intera piazza in ostaggio di Alfano, che d’emblée è stata chiusa al traffico per permettere al ministro dell’interno di partecipare a un party privato.

Alfano dopo aver partecipato alla celebrazione religiosa di San Michele Arcangelo, svoltasi al Duomo, si è recato a Piazza Manganelli con un corteo di almeno 48 auto blu (tante ne ha contate Massimo Malerba de “Il Post Viola”), e uno stuolo interminabile di forze dell’ordine a proteggerlo, per l’inaugurazione del ristorante “il Pitti”.

Le auto in sosta nella zona sono state improvvisamente rimosse, in forza di un avviso affisso nelle vie attigue soltanto nella mattinata, con annessa multa di 147 euro a carico dei poveri malcapitati.

Alcuni catanesi residenti nei pressi, che si sono visti sequestrati e beffati, difronte a quel maestoso corteo ministeriale, hanno provato a riderci su, commentando sardonicamente: “Piazza Manganelli potrebbero a questo punto pure chiamarla Piazza Alfano, giacché il ministro ha dimostrato di poter disporre di persone e luoghi a sua discrezione”.

Già rinominare Piazza Manganelli in “Piazza Alfano”, anche solo de facto, non è una cattiva idea, perché se da oggi tutti noi transitando da lì pensassimo che quella è “Piazza Alfano”, e lo è stata veramente, forse potremmo cambiare il nostro futuro. Meditate gente…

sindacalisti durante il volantinaggio

sindacalisti durante il volantinaggio

Tutto questo sfarzo per Alfano: 48 auto blu e una frotta di poliziotti a proteggerlo, proprio mentre in contemporanea, dinanzi al Teatro Massimo Bellini (dove si è esibita la banda del Polizia proveniente nientepopodimeno che da Roma), una ventina di poliziotti, sindacalisti dell’Ugl Polizia di Stato, Siulp e Siap, indossanti una T-shirt bianca con la scritta “SI SICUREZZA – NO SPRECO” distribuivano volantini per protestare contro lo sperpero di danaro pubblico per la festa di San Michele Arcangelo, sperpero a cui Alfano, a quanto pare, ha contribuito alla grande.

Volantino dei sindacati

Volantino dei sindacati

Danaro buttato che invece poteva fare felici poliziotti e cittadini se fosse stato impiegato per contrastare la criminalità e per le esigenze delle forze dell’ordine che lavorano sempre con mezzi d’emergenza.

Intanto i catanesi protestano e Adele Palazzo, segretario del Circolo Centro Storico Pd Catania, se ne fa portavoce chiedendo “l’annullamento delle multe e il rimborso per le spese di rimozione sostenute dagli abitanti della zona”.

 Vincenzo Adalberto

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