CATANIA – Sarà una settimana molto intensa per l’Università di Catani quella che si apre lunedì 18. Fino a venerdì 22 maggio, infatti, l’Ateneo ospiterà una serie di appuntamenti di altissimo valore culturale, rivolti non solo agli specialisti ma a tutti i pubblici del proprio territorio di riferimento, evidenziando il proprio ruolo in particolare sugli aspetti legati al patrimonio naturale e ai beni culturali, alla ricerca e all’innovazione nel settore tecnologico e agro-alimentare.

Si comincia alle 9 di lunedì 18 maggio, parlando di Etna. Il Vulcano per eccellenza sarà al centro delle relazioni degli studiosi nell’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, per la seconda edizione del convegno “Cammina, cammina: etica e meditazione sul camminare” organizzato dalla cattedra di Filosofia morale del dipartimento di Scienze umanistiche e dall’Ente Parco dell’Etna, che da tempo hanno avviato un percorso di collaborazione istituzionale che ha prodotto significativi risultati in campo didattico e accademico. Saranno declinati i vari aspetti legati alla tutela, valorizzazione e fruizione, tra cultura e natura, e sarà presentata la “Dichiarazione Universale dei Diritti del Parco dell’Etna”.

Martedì 19 maggio, invece, sarà la volta della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica trasferita alle imprese. Il presidente dell’Area Science Park di Trieste, Adriano De Maio (già rettore del Politecnico di Milano, della Luiss e commissario del Cnr), illustrerà alla comunità accademica catanese il caso ‘virtuoso’ del parco scientifico giuliano, uno tra i più importanti d’Italia, dove ogni giorno si svolgono attività di ricerca, sviluppo e innovazione tese al raggiungimento di risultati d’eccellenza.
De Maio metterà inoltre in evidenza come ‘intensiva formazione di laureati e diplomati svolta dalle strutture del parco abbia finora portato alla creazione di oltre un centinaio di posti di lavoro qualificati per i giovani nella ricerca e strutture produttive all’interno del parco scientifico o al di fuori di esso, creando ulteriori solidi legami tra il mondo della ricerca e le piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia.

Pace e difesa del patrimonio storico e archeologico dei Paesi del Mediterraneo saranno al centro dell’appuntamento di mercoledì pomeriggio, 20 maggio. Nell’auditorium del Monastero dei Benedettini, l’Università di Catania ospiterà l’archeologo, scrittore e orientalista Paolo Matthiae, scopritore dell’antica Ebla, vicino ad Aleppo, forse il più importante ritrovamento archeologico della seconda metà del ‘900, nel corso di un incontro intitolato “Mediterraneo. Conflitti tragedie prospettive per la pace, l’aiuto umanitario, la salvaguardia del patrimonio culturale”.
Nel corso dell’evento, organizzato dal dipartimento di Scienze umanistiche, saranno discusse e approfondite le proposte di nuove iniziative di sensibilizzazione e di solidarietà a sostegno delle popolazioni martoriate dalla guerra civile e del patrimonio culturale del Mediterraneo, del Vicino e Medio Oriente che appartiene a tutta l’umanità. Proprio nell’aprile scorso l’Università di Catania aveva lanciato un appello “Per la pace nel Mediterraneo, nel Vicino e nel Medio Oriente e la salvaguardia del patrimonio culturale” che ha già registrato quasi mille adesioni.

Ancora la difesa del patrimonio artistico culturale italiano sarà protagonista – giovedì 21 maggio alle 10 nell’aula 3 del Palazzo centrale – dell’incontro con il prof. Tomaso Montanari, esperto del Barocco romano e ‘storico dell’arte militante’, che illustrerà le ragioni della sua motivata “Critica al mecenatismo”, in un seminario organizzato dal dottorato di ricerca in “Studi sul patrimonio culturale”.
Autore di bestseller quali “A cosa serve Michelangelo?”, “La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, “Le pietre e il popolo” “Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà”, nell’ultimo volume “Privati del patrimonio” (Einaudi 2015), Montanari si inserisce prepotentemente nell’atavica diatriba tra ruolo del pubblico e del privato nella politica del patrimonio culturale, attaccando il ‘dogma della privatizzazione’ e dimostrando che non è conveniente distruggere il governo pubblico dei beni culturali basato sul sistema delle soprintendenze: un modello che, secondo lo studioso, va invece “rafforzato e messo in condizione di funzionare, perché è l’unico che consente al patrimonio di svolgere la sua funzione costituzionale. Che è quella di renderci più umani, più liberi, più uguali”.

Venerdì 22 maggio, infine, dal pomeriggio e fino a tarda sera, avrà luogo una grande kermesse aperta a tutta la città dal titolo “Unict per EXPO”, incentrata sul contributo dell’Università di Catania all’esposizione universale che si tiene a Milano dedicata all’agricoltura sostenibile e all’alimentazione.
Il ruolo della ricerca scientifica nell’innovazione e sostenibilità delle filiere alimentari sarà illustrato direttamente dall’ospite d’onore della serata: Claudia Sorlini, presidente del comitato scientifico di Expo 2015.
Si parlerà poi degli “Ori di Sicilia: agrumi, cereali, olivo” e di alcune storie di innovazione nell’ambito della gastronomia e delle produzioni agro-alimentari dell’Isola. Il tutto corredato da una suggestiva mostra sugli addobbi degli agrumi dagli anni ’20 ad oggi, da una mostra pomologica su forme, colori e odori dalla biodiversità siciliana, da un’esposizione di libri e documenti storici sull’insegnamento delle scienze agrarie nell’Ateneo catanese e di poster che presentano i risultati delle ricerche più innovative condotte dai ricercatori etnei.
Sono poi previste letture su “Nutrimenti di-versi” a cura dell’associazione Ingresso Libero, proiezioni di documentari storici sull’agricoltura siciliana e di video sugli “Ori di Sicilia”, attività ludico-didattiche per i bambini e visite guidate gratuite ai palazzi storici dell’Ateneo, curate dall’associazione Officine culturali.

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