Il piccolo centro commerciale all’interno del porto riparte da zero, per l’ennesima volta. Nonostante le aspettative e gli investimenti non è mai riuscito a decollare. E i negozianti sono delusi e preoccupati.

Di Alberto Molino

CATANIA – «Ripartiamo da zero, scusateci, ci stiamo rifacendo il look» è il proposito propagandato da alcuni cartelloni posizionati di recente all’interno della Vecchia Dogana, storica struttura di fine ‘800, situata nella zona portuale di Catania ambizioso polo enogastronomico del Sud Italia.

Il messaggio è chiaro: qualcosa non va. Dopo la ristrutturazione finanziata con fondi dell’ Unione Europea e un avvio in grande stile il 28 ottobre 2011, il fabbricato, da potenziale centro commerciale a due passi dal cuore della città etnea, ha vissuto un lento declino a causa dell’esiguità degli incassi e per i costi di gestione troppo alti. La mancanza di eventi che sponsorizzassero la struttura e attirassero clientela ha inoltre contribuito alla chiusura di più della metà delle attività.

Il nuovo presidente del Consorzio Vecchia Dogana S.p.A., Angelo Cutrone, in carica da quest’anno, ha rifiutato di rispondere alle nostre domande. Il titolare del bar Spillo&Food, una delle poche attività di ristorazione ancora aperte, dopo due anni di contratto, ha affermato che «la direzione del Consorzio, di cui facciamo parte, avvisa i proprietari delle botteghe solo quando ha bisogno del denaro per pagare i costi di gestione, ma a noi non viene data alcuna risposta concreta riguardo alla situazione di abbandono in cui ci troviamo. Se qui dentro non arrivano turisti o clienti dove dobbiamo prendere i soldi per pagare o semplicemente andare avanti? L’unica alternativa è andarcene come hanno già fatto in molti.»

Di tutt’altro avviso è una dipendente, Ada Bentivoglio, della società Italia a Memoria, che grazie a una collaborazione con la Marionettistica Fratelli Napoli, storica compagnia catanese di pupari, si sta occupando, all’interno della Vecchia Dogana, del teatro e del museo dei pupi siciliani.

«La mia società, circa due anni e mezzo fa, ha scelto d’investire all’interno della Vecchia Dogana perché credeva nel progetto di questa struttura la quale, oltre per la cittadinanza, dovrebbe essere soprattutto un centro di accoglienza per i turisti, in particolare i crocieristi. Purtroppo, in questo momento, l’afflusso è abbastanza basso e sono previsti meno approdi di navi. La location, comunque, nonostante la poca affluenza, si presenta tuttora come stazione marittima di prestigio in grado di offrire un certo tipo di servizi. La scelta di collaborare con la Marionettistica Fratelli Napoli si fonda sulla consapevolezza di permettere al pubblico la fruizione di spettacoli e piaceri collegati direttamente con la tradizione e la cultura siciliane. Abbiamo creato anche una sala cinema in 5D dedicata a Francesco Alliata, un pioniere del cinema italiano di origini palermitane. Sono questo tipo di attività che, secondo noi e attraverso un’adeguata sponsorizzazione da parte del Consorzio, possono aiutarci nel rilancio della struttura.»

IMG_1485È anche vero che l’assenza di un bancomat, la mancata organizzazione di eventi – va ribadito – e la presenza di un improvvisato piccolo parcheggio a pagamento sotto gli Archi della Marina costituiscano altri gravi pecche che per adesso non allontanano la Vecchia Dogana dalla strada del fallimento imprenditoriale.

Contro una probabilmente inadeguata gestione non basteranno infatti solo cultura e tradizione, ma occorreranno interventi precisi e puntuali da parte di coloro che hanno tra le mani il destino di un sito storico, che dovrebbe essere in grado di concretizzare le sue potenzialità commerciali e turistiche.

Alberto Molino

 

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