di Marco Spampinato
CATANIA –  “Esprimo solidarietà al sindaco Enzo Bianco per la vile aggressione subita. E’ infatti preciso compito delle Istituzioni e della Società civile condannare senza se e senza ma ogni atto di violenza e odio” ha affermato Manfredi Zammataro, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consumatori CODICI Sicilia in merito a quanto accaduto al primo cittadino etneo. Evento di cronaca che, dalla prima mattinata di ieri non ha tardato a far giungere al sindaco Bianco, centinaia di attestazioni di stima, solidarietà, vicinanza.
“Auspichiamo – ha detto Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia, Confcooperative Catania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno – che ognuno di noi, semplice cittadino, professionista o rappresentante di categoria collabori con impegno, con serenità e soprattutto nel rispetto delle idee altrui al ripristino in città di un nuovo clima di fiducia e collaborazione fra l’Amministrazione e la comunità”.
Il capogruppo di Art 4 Nuccio Lombardo, a nome di tutti i componenti del partito, ha, pure lui espresso “…profonda solidarietà al Sindaco di Catania Enzo Bianco vittima oggi di un atto di violenza deprecabile e che non trova nessun tipo di giustificazione. Forse il progetto di rinascita della città, che abbiamo avviato sin dal momento del nostro insediamento al consiglio comunale – ha precisato Lombardo – spaventa qualcuno che trae profitto dall’illegalità e dal clima di violenza che negli ultimi tempi si sta diffondendo in tutta Catania. L’atto di oggi nei confronti del primo cittadino non deve spaventare la parte sana della città ma, anzi, deve spronarla a continuare con maggiore forza, vigore ed energia il processo intrapreso da oltre un anno per rendere la città più vivibile e sicura”,
“Le ACLI siciliane sono rammaricate per quanto è accaduto al sindaco Bianco – ha reso pubblico, dal canto suo, Santino Scirè, presidente di ACLI Sicilia – Essere sindaci di una città difficile come Catania può comportare anche grave rischi per chi amministra il territorio  ogni giorno, sovraesponendo la propria persona, sempre e in qualunque circostanza. Al primo cittadino di Catania facciamo i nostri auguri di ripresa, veloce e completa. A Catania auguriamo di diventare presto una città più serena e sicura e, in questo senso, speriamo di poter fare anche la nostra parte”.
Continuiamo nella pubblicazione di decine di attestazioni solidali, come fatto ieri, che hanno unito, nella reazione indignata e composta, preoccupata e affermativa la società civile Etnea e non solo.
La violenza è un tema sentitissimo, la cultura della legalità, partendo proprio dalla Sicilia, deve, non dovrebbe, essere il primo e anche l’ultimo punto all’ordine del giorno per famiglie, aziende pubbliche e private, istituzioni; soprattutto bisognerebbe ripartire dall’educazione civica, pure nelle scuole pubbliche distrutte, definitivamente, dall’opera scientifica degli ultimi tre Governi nazionale.
Il giorno dopo l’aggressione sulla pubblica via patita dal sindaco di Catania Enzo Bianco ad opera di un aggressore definito da varia stampa locale “pazzo”, “scalmanato”, “squilibrato”, per poi venire citato addirittura per nome e cognome, non con le iniziali puntate, in un servizio di cronaca pubblicato da un quotidiano a diffusione nazionale, si dovrebbe almeno provare, in senso critico, a capirne di più sulla dinamica del grave fatto interrogandosi sui tanti punti al momento non chiariti neppure dall’aggredito.
Sul fatto di via Gabriele D’Annunzio, finora, non è stato emesso neppure un comunicato ufficiale da parte del Comune di Catania. Lo stesso sindaco Bianco, tornato fortunatamente, e come auspicato, al lavoro già da oggi, non presentava alcun segno del trauma presumibilmente subito dopo essere stato colpito al volto e di questo, chiunque tra operatori dell’informazione e cittadini non può che esserne lieto.
Lo stesso primo cittadino ha ancora quasi tre mesi pieni per procedere a querela di parte nei confronti di colui che lo ha attaccato ieri ma, secondo fonti certe, subito dopo lo spavento Bianco sarebbe tornato a casa senza passare, prima, da un pronto soccorso per farsi dare il referto sul trauma fisicamente subito.
Certo è che un paio di testimoni hanno potuto notare Enzo Bianco ancora per terra dopo lo strattone che lo aveva spinto giù. Un altro fatto è che, rispetto all’aggressore, c’è chi ha scritto che questi si era avvicinato a Bianco con modi gentili per porgergli il suo saluto e che lo avrebbe colpito a tradimento subito dopo avere avuto l’opportunità di stargli comodamente vicino, mentre altri hanno riportato che avrebbe aggredito il sindaco con foga e palesando l’atto minaccioso tra le urla prima di sferrare un pugno, è stato praticato, nel giro di pochissimo, un Trattamento Sanitario Obbligatorio che, riteniamo, non quanto prima sarebbe stato adottato a tale velocità se la vittima non avesse rivestito la carica pubblica che riveste. Neppure se questi, l’aggressore si intende, fosse stato sottoposto in precedenza a questi trattamenti estremi adottati in caso di disturbo della personalità o in altre situazioni di disagio mentale come da manuale.
Seguiremo questo preoccupante episodio provando ad approfondirlo ulteriormente e auspicando di ottenere pure il privilegio di parlarne brevemente con lo stesso Enzo Bianco.
Lo faremo partendo, naturalmente, dal presupposto che chi vìola la Legge, arrecando danni a persone, cose, animali, vada punito ai sensi di legge e debba scontare, sempre, la pena legata al delitto; puntando, altresì, a comprendere la dinamica dell’accaduto attraverso l’analisi e la deduzione di alcuni fatti ancora non completamente evinti o meglio definiti.
Anche perché i toni, in città, anziché scemare restano alti.
“Voglio esprimere al Sindaco di Catania Enzo Bianco, vittima di una ignobile aggressione, la solidarietà, la vicinanza e l’affetto miei personali e del gruppo del PD al Consiglio Comunale – ha scritto Giovanni D’Avola, capogruppo PD a Palazzo degli Elefanti – Tocca agli investigatori delle Forze dell’Ordine accertare, sino in fondo, tutti i risvolti della vicenda che è, comunque, inquietante. Si muovono forze che si oppongono  al cambiamento e che hanno scatenato contro l’amministrazione Bianco una violenta campagna di odio e di denigrazione, anche attraverso la “rete”, che può avere effetti anche devastanti  su soggetti con personalità deboli, specialmente in questi momenti di crisi”. “Sia chiaro a tutti – ha quindi concluso D’Avola – che l’impegno per il cambiamento e la rinascita di Catania non si fermerà e che in, questa difficile ma esaltante opera  il sindaco avrà sempre, con convinzione, al suo fianco il gruppo consiliare del PD al Consiglio Comunale di  Catania”.
Non riscontriamo gli estremi di un complotto, invero, la città si manifesta qual è da tempo: ipocrita, meschina, vigliacca e salottiera; violenta, prima e alla fine di tutto. A Catania si arrota un cane correndo, qual criminali, oltre i 120 orari in via Etnea, e rischiando di ucciderne anche il proprietario dell’animale; si malmena un ciclista per un presunto problema di “fazione” e contrapposto pensiero socio-politico-culturale che, stante alle valutazioni e dichiarazioni delle parti, successive all’accaduto, pare non esista neppure; si combatte la piaga dei parcheggiatori abusivi, che poi tornano sul luogo dell’illecita richiesta e tanto altro sia in orari diurni che notturni, quelli ancora più preoccupanti e pericolosi. Si scende in “piazza”, quella mediatica perlomeno, per la sacrosanta solidarietà a un sindaco aggredito facendo, da giornalisti professionisti, anche nome, e cognome, dell’aggressore, pur nella presunzione che questo signore sia avvezzo al T.S.O è che, consequenzialmente, la sua privacy debba, in ogni caso, essere tutelata come quella di un bambino. Non si scrive, o accenna più, già dopo un paio di giorni, di “disgrazie” importanti che hanno visto perire, schiacciata sotto il peso di una palma collassatasi d’improvviso una povera donna.
“Esprimiamo piena e sincera solidarietà al sindaco Enzo Bianco per quanto accadutogli la mattina del 19 novembre. Qualsiasi forma di violenza va debellata e occorre subito intervenire affinché episodi del genere non si ripetano mai più, nè a danno di esponenti pubblici nè di cittadini privati. Purtroppo assistiamo a una brutta escalation di violenza, a Catania come in altre parti d’Italia, che dobbiamo assolutamente fermare”. Ad affermarlo sono i deputati nazionali del M5S con l’onorevole Giulia Grillo, nel loro comunicato stampa.
Il presidente della Consulta Giovanile di Catania ha puntato il dito sulla necessità di una decisa inversione di rotta rispetto al momento complesso è preoccupante “Basta con il clima di odio e di disprezzo verso chi, tutti i giorni, lavora e si batte per cambiare la nostra città. Esprimiamo piena solidarietà al sindaco Enzo Bianco per la vile aggressione subita”. Così Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta Giovanile di Catania, che ha voluto anch’egli ribadire come l’aggressione “…è frutto di un clima di odio e di disprezzo verso chi, tutti i giorni, lavora e si batte per cambiare la nostra città. Per questo come giovani cittadini siamo con il Sindaco e lo sosteniamo in questa battaglia per la legalità, contro tutti coloro i quali, in questo momento, pensano che Catania debba essere un Far West senza regole. Dobbiamo invece continuare sulla strada intrapresa da Bianco per superare questo imbarbarimento. Catania e i Catanesi vogliono una città civile,pienamente europea”.
Cioè: senza Bianco la città sarebbe un “Far West senza regole”.
Nel personalissimo dizionario da cronisti dopo l’antica, consueta, sempre utile, ma dagli esiti positivi decisamente incerti “Task Force” (alias anche “Tempesta di cervelli”) abbiamo aggiunto il “Lungomare liberato”; il nostro sardonico “Porto occupato” ed il deduttivo nuovo doppio ruolo del “Sindaco-Sceriffo”. Siamo seri. Fronte comune contro delinquenza, micro criminalità, mafie e malaffare è il minimo contro cui ergersi a operare quali persone perbene e componenti della società civile, ma anche le realtà, oggettivamente pesanti e problematiche, non andrebbero romanzate: si potrebbe finire con l’attribuirvi una importanza, una base di coinvolgimento sociale, settario, intellettuale, che, certe cose o espressioni estreme, non hanno o non debbono avere; sarebbe come affermare che “l’Isola dei Famosi” è un programma che favorisce la crescita culturale per propinarlo anche ai più piccoli a fini educativi; qualcuno che, poi, reagisce malamente a tutto ciò, soprattutto in tempi di tregenda sociale, lo trovi anche a gratis e senza cercarlo.
“Dobbiamo tutti sentirci responsabili dell’aggressione a Enzo Bianco, al quale esprimo solidarietà, amicizia e vicinanza – questo quanto scritto dal deputato regionale PD Giovanni Burtone che specifica – Da quando il Sindaco è stato eletto, con ampio mandato popolare, abbiamo infatti assistito a una strenua resistenza ai cambiamenti di chi aveva da difendere rendite di posizione o da chi, peggio ancora, cercava di proteggere interessi contrari alla legalità. Dobbiamo difendere i grandi sforzi che si stanno facendo per invertire una tendenza radicatasi in decenni di lassismo e malgoverno. Adesso tutti i Catanesi devono convincersi che la legalità è l’unica strada per far rinascere non solo Catania, ma l’intera Sicilia e il Paese”.
La nota di Giovanni Saguto e Francesco Sorbello per ASCOM Città di Catania così si legge “A nome di tutta la Giunta dell’Associazione dei Commercianti di Catania  esprimiamo  la  solidarietà dei commercianti catanesi e inviamo un caloroso e sentito abbraccio al nostro Sindaco Enzo Bianco, colpito da un atto di inaccettabile violenza ed incredibile vigliaccheria che non potrà trovare mai giustificazione. E’ da tempo che nel nostro Paese i primi cittadini sono sovraesposti per via di una condizione di disagio ed allarme sociale da cui bisognerà uscire con urgenza.  Il coraggio dei Sindaci di stare in prima linea, in una sorta di trincea, deve essere sostenuto. A Catania il Sindaco Bianco potrà sempre contare sull’associazione commercianti”.
Anche il presidente regionale e provinciale della FIPE Confcommercio Imprese per l’Italia di Catania, Dario Pistorio, condanna “senza se e senza ma” l’aggressione che ha subito il sindaco Enzo Bianco ed esprime la massima solidarietà da parte sua e di tutti gli operatori del settore della ristorazione che rappresenta. Nonostante il momento di malessere che si percepisce atti di violenza di tal genere sono inammissibili. Da parte dell’associazione il presidente Pistorio assicura continuità nel rapporto di collaborazione con l’amministrazione comunale per il bene comune e della città.
Di Francesca Raciti, presidente del Consiglio comunale di Catania; degli assessori  Luigi Bosco, Marco Consoli, Rosario D’Agata, Salvo Di Salvo, Giuseppe Girlando, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Valentina Scialfa, Fiorentino Trojano, con il segretario e direttore generale Antonella Liotta, il capo di Gabinetto Massimo Rosso e i componenti lo Staff del Sindaco; è da Alessandro Porto, capogruppo consiliare di “Con Bianco per Catania” alcune tra le decine di ulteriori note e comunicati sull’aggressione subita dal primo cittadino.

Scrivi