Agnese Maugeri

CATANIA- La città etnea nota per la sua “movida” sta diventando sempre più pericolosa e ingestibile, il tipico calore e folklore del centro storico con le sue traversine piene di locali dove la gente amava passeggiare, incontrarsi e trascorrere piacevolmente il fine settimana, si sta trasformando in un vago ricordo.

Sono ormai settimane che la cronaca catanese è invasa da eventi di risse e violenze ai danni dei cittadini, non si tratta di piccoli episodi isolati, ma di un’incalzante realtà che sta dilagando e che le autorità sembrano non saper gestire.

Un ulteriore episodio è avvenuto venerdì sera, le vittime tre giovani avvocati.

Verso le 23.30, finito di cenare erano tornati in auto, saliti a bordo stavano percorrendo la via Landolina in direzione via Vittorio Emanuele, data la molta confusione erano fermi in fila e procedevano lentamente. Quasi all’angolo tra le due strade, all’altezza del Palazzo Platamone, un ragazzo africano visibilmente ubriaco barcollando si è appoggiato a uno specchietto della macchina. Il conducente e i passeggieri all’inizio non hanno dato importanza al fatto anche perché erano ancora fermi e in più avevano notato che il giovane era in pessimo stato.

«A un tratto – ci racconta l’avvocato che in quel momento guidava – il ragazzo si è spostato e ha iniziato a gridare “mi avete colpito, io non sono un animale, mi avete investito, razzisti io vi scanno” andando davanti al cofano della macchina per bloccarci». I tre giovani rimasti basiti hanno subito fatto cenno al ragazzo di calmarsi e che appena il defluire della fila l’avrebbe permesso si sarebbero accostati per parlare, ma l’africano in un impeto di violenza ha iniziato a dar pugni e calci alla macchina. «Il ragazzo – continua l’avvocato – si è accanito prima nella parte del cofano poi è passato dal mio lato colpendo ripetutamente lo sportello, infine si è diretto verso il lato sinistro dell’auto e con un pugno ha frantumato il finestrino di dietro, fortunatamente la mia amica si trova seduta sul lato destro ma i pezzi di vetro le sono comunque caduti addosso».

La scena si è protratta per altri minuti, i due giovani avvocati in un primo momento avevano pensato di scendere per cercare di calmare il ragazzo ma la ragazza che si trovava in macchina con loro saggiamente gli ha consigliato di star fermi dentro l’auto perché non sapevano se il giovane avesse un’arma con sé.

Dalla macchina hanno chiamato i carabinieri chiedendo loro di raggiungerli, ma la pattuglia è giunta sul luogo solo mezz’ora dopo l’accaduto. Chi ha aiutato realmente i giovani sono stati i passanti, molti restavano increduli a guardare senza far nulla, ma altri hanno agito attivamente. Un signore di mezz’età intervenuto, ha fermato il ragazzo africano che nel frattempo aveva la mano sanguinante e, portandolo alla ragione gli ha spiegato che era meglio se fosse andato via, una volta allontanato l’aggressore ha poi cercato di tranquillizzare le tre vittime in particolar modo la ragazza. Un altro passante, un sudanese, ha prestato il suo aiuto donando ai giovani i suoi dati e dicendo che avrebbe testimoniato in loro favore, infine una ragazza, vista la scena, ha tentato di allertare la pattuglia di ronda.

«Siamo rimasti turbati dall’accaduto, vorrei specificare che a me non interessa la nazionalità di questo giovane aggressore, africano o catanese per me è uguale, ma è un violento e va fermato»  conclude così il racconto l’avvocato.

“Se introduci un pò d’anarchia, se stravolgi l’ordine prestabilito tutto diventa improvvisamente caos” questa frase appartiene a un noto criminale dei fumetti ma è ciò che sta accadendo a Catania, i cittadini non si sentono più sicuri né protetti, la loro città sta mutando aspetto trasformandosi in una giungla di cemento nella quale è difficile vivere.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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