di Marco Spampinato
Catania – Via Etnea, 3 di notte di quello che, almeno per un pastore tedesco e per il suo proprietario, le iniziali del quale sono L.R., sarebbe diventato un giorno tragico e funesto.
Un’auto nera, come nelle peggiori tradizioni cinematografiche, arriva a folle velocità percorrendo la via Etnea da sud in direzione nord. Il proprietario è sfiorato dal mezzo, il cane investito in pieno con una tale violenza da essere sbalzato a quasi quindici metri dal punto d’impatto.
L’investitore criminale, ancora non note le generalità, scappa via ed è, adesso, ricercato.
Il comandante della polizia locale di Catania, Pietro Belfiore, da noi contattato di primo mattino non ha ancora conto del fatto accaduto poche ore prima. Trascorsi dieci minuti ci contatta personalmente e, prima di passarci uno dei due ispettori capo intervenuti  sul luogo del reato, si dice “…esterrefatto e in pena per quanto avvenuto”, assicurandoci che la polizia municipale di Catania farà “…tutto il possibile per identificare il responsabile di questo gravissimo fatto”.
Riflettiamo su quanto, più volte, scritto in cronaca in queste settimane. Sul piano di controllo del territorio, da poco perfezionato dopo un incontro in Prefettura, e che coinvolge proprio il Comune assieme a tutte le forze dell’Ordine impegnate sul territorio. Sula sicurezza della gente in questa città dalle tante potenzialità, molte depresse o implose, e dai non pochi pericoli che minacciano chiunque.
Ci soffermiamo, un attimo, a pensare che se superalcolici o droghe possono offuscare la mente ed i riflessi, per compiere atti criminali del genere, non bravate, e fuggire senza colpo ferire bisogna avere, ottenebrati o lesi, anche cuore e umanità.
L’anima, per chi ci crede, potrebbe essere compromessa e la punizione, in una società civile, non dovrebbe mancare ne essere flessibile.
“La nostra pattuglia, avvisata dal proprietario del cane con una chiamata dal cellulare, era sul posto in meno di cinque minuti – ci informa l’ispettore capo della polizia municipale Giuseppe Raimondo, intervenuto sul posto con l’ispettore capo Matteo Connelli – Potevamo solo constatare l’estrema gravità degli effetti del violento investimento a danno dell’animale e operare il suo trasferimento, in ambulanza, al pronto soccorso veterinario del Ferrarotto dove il cane, un bellissimo esemplare di pastore tedesco, giungeva morto. A noi è stato rilasciato il referto medico che attesta, con regolare certificazione, il decesso dell’animale da affezione redatto dal medico di turno”.
Teatro del dramma notturno è la via Etnea, arteria centrale e tra le più importanti e celebri della città capoluogo all’altezza del civico 300.
D – Cosa rischia l’investitore, o investitrice, che ha ucciso il cane, quasi travolto il suo proprietario e fuggito via omettendo il soccorso?
R – “C’è già una informativa di reato momentaneamente a carico di ignoti – risponde Raimondo – Da parte del corpo di Polizia Municipale abbiamo elevato una sanzione amministrativa, da attribuire, per il costo di € 389,00. Poi si entrerà nel penale visto che, anche solo a valutare il reato di omissione di soccorso nei confronti di un animale di affezione, il Codice della Strada da poco modificato ed entrato in vigore lo scorso anno, valuta parimenti grave la stessa omissione non effettuando più alcuna distinzione  tra esseri umani e animali quali cani e gatti”.
Oltre allo choc e al dolore il proprietario dell’animale, un esemplare da competizione di pastore tedesco adulto di circa 40 chili, stazza confermata dalla centrale dei VV.UU. di Catania, attende che sia data un identità al l’investitore o all’investitrice.
D – Come avete operato non appena giunti sul luogo dov’era avvenuto l’investimento mortale?
R – “Abbiamo raccolto la deposizione del proprietario del cane nei cinque minuti successivi al nostro arrivo sul luogo dell’investimento dove era già presente il mezzo del 118 – spiega l’ufficiale di polizia urbana – Quindi abbiamo perlustrato, senza fortuna e più volte, la via Etnea e zone limitrofe alla ricerca di una macchina nera vistosamente incidentata. Stamane, pur risultando <smontanti>, col collega abbiamo ufficialmente richiesto di ottenere, con urgenza, le immagini di video sorveglianza da parte di un paio di esercizi commerciali che potranno facilitarci la lettura della targa dell’auto pirata e velocizzare le nostre indagini per l’identificazione del suo conducente”.

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