Quanto mancava alla tifoseria del Catania “morire di crepacuore”, non nel senso letterario dell’espressione ovviamente, durante una partita di calcio dei suoi beniamini. Le due vittorie che hanno consentito ai rossazzurri di esordire come meglio non si poteva in questo difficilissimo girone di Lega Pro sono arrivate nel segno della sofferenza, del cuore e dell’attaccamento alla maglia, tutte caratteristiche che servono da collante tra la società e la gente appassionata dei colori della propria squadra. I primi due passi mossi dal gruppo di Pancaro hanno riavvicinato una fetta importante della tifoseria, pronta a riempire gli spalti dello Stadio Massimino già domenica prossima per la sfida all’Ischia Isolaverde nella gara che potrebbe vedere annullata l’iniziale penalizzazione di 9 punti in classifica dopo gli scandali dell’estate e potrebbe portare al disgelo definitivo squadra e tifosi. Unirsi, per non staccarsi più. I risultati sono la migliore medicina ai mali di uno scempio extracalcistico che nella città dell’Elefante non ha conosciuto precedenti peggiori. Bisogna comunque tenere i piedi ben saldi per terra, e più precisamente sui campi della Lega Pro, in giro per il Sud Italia, cercando di regalare quanti più sorrisi possibili ai propri sostenitori. Nel calcio si vince e si perde, come nella vita.

Dal punto di vista tecnico-tattico è stato un Catania dai tre volti quello visto in Puglia. Rossazzurri in palla nella prima frazione di gioco. Non particolarmente efficace e travolgente la manovra etnea, ma sicuramente pericolosa la squadra di Pippo Pancaro. Tra primo e secondo tempo la trasformazione avviene più da parte dei padroni di casa che da parte del Catania, e gli effetti sono immediati. Il centrocampo del “Gabbiano” prende il controllo delle operazioni annullando il trio Lulli-Musacci-Russo in mediana e trovando attraverso un calcio piazzato il vantaggio che nessuno si aspettava per quanto visto in campo fino a quel momento. L’intensità di gioco è la chiave per vincere in Lega Pro, la tecnica conta, ma fino ad un certo punto. Il tridente offensivo, composto inizialmente da Di Grazia-Calil-Calderini, non riesce a pungere e trovare spunti interessanti. Pancaro dalla panchina risolve il match inserendo i giocatori giusti al posto giusto e nel momento opportuno. Scarsella e Falcone, gli uomini che danno la sterzata che rimette il Catania al comando del gioco. Alla luce di quanto visto (ed è ancora troppo poco per giudicare), sembrano imprescindibili a centrocampo Castiglia e Scarsella, il primo per l’intensità, il secondo, inutile dirlo, per l’importante vena realizzativa e la bravura negli inserimenti offensivi. Il catanese Russo deve ancora trovare la migliore condizione per diventare un importante punto di riferimento.

Domenica, come detto precedentemente, arriva l’Ischia Isolaverde. Il match tra siciliani e campani sarà diretto da Federico Dionisi (L’Aquila). Grande emozione e aspettative per l’esordio casalingo della squadra.

Ha commentato per Sicilia Journal i temi principali del match e del momento del Catania, il nostro amico, Turi Distefano:

turi calcio“Grande felicità, ma ma non voglio esaltarmi – ha esordito mister Distefano – Ho visto in campo una squadra coesa e tutto sommato ben preparata dal bravo mister Pancaro. Sei punti nelle prime due giornate lasciano ben sperare, ma da qui a dire che possiamo tranquillamente ambire alla promozione e ai playoff ce ne vuole. Un campionato davvero difficile quello di Lega Pro, in cui la corsa, l’intensità e le motivazioni la fanno da padrona, soprattutto in questo frangente, quando ancora la tecnica non affiora del tutto e possono verificarsi risultati inaspettati. Quello rossazzurro è un gruppo che mi piace e che possiede le caratteristiche per riavvicinarsi alla gente, che voglio tra l’altro esortare a riempire il Massimino già domenica nella gara che potrebbe sancire il vero inizio del nostro campionato, con il raggiungimento della quota zero. Scarsella è l’uomo del momento, è riuscito a trovare i colpi per risolvere due partite: questi sei punti li ha portati a casa lui, assieme ai compagni che hanno saputo soffrire tutti insieme. Dopo l’involuzione nel gioco ad inizio ripresa, i cambi operati dal nostro allenatore hanno cambiato le sorti di un incontro davvero intenso e particolare. A mio parere in attacco bisogna fare ancora molta strada, e Plasmati, quando sarà recuperato, potrà essere un’arma importante per il suo fisico, che permette alla squadra di salire meglio. Calil deve sicuramente trovare la migliore posizione, ci vorrà tempo ma ha numeri importanti per la categoria. In difesa il Catania non mi è dispiaciuto. Bene i terzini in fase di spinta, un pò meno nel contenere le avanzate avversarie. Ottimi i due centrali, Pelagatti e Ferrario. Incrociamo le dita, e vediamo partita dopo partita di che pasta siamo fatti. Tra 7/8 partite capiremo che campionato possiamo fare”.

(foto in evidenza pagina Facebook Calcio Catania)

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