CATANIA – Ritorno alla vittoria per il Catania. Dopo una lunga serie di pareggi e sconfitte, boccata d’ossigeno per i rossazzurri, che sconfiggono l’Avellino. La gara è decisa dal calcio di rigore di Calaiò. Per il resto gli uomini di Marcolin giocano una gara di gran sacrificio, segnata da una gran paura di sbagliare e dalla mancanza di un’idea di gioco consolidata. Il tifo, come promesso in settimana, è accorso numeroso al Massimino per supportare i calciatori, anche se inevitabile è arrivata la contestazione nei confronti del presidente Pulvirenti, considerato responsabile per il disastro di questa stagione. Gli avversari giocano una buona partita, probabilmente meriterebbero anche il pareggio, ma il Catania, fortunato e sorretto da un eccellente Terracciano che approfitta al meglio dell’assenza di Gillet, convocato dalla Nazionale belga, riesce a strappare il risultato che mancava dal 2-0 casalingo ottenuto contro il Perugia.

Marcolin torna all’antico; 4-3-1-2 per la squadra di casa. Terracciano in porta, Del Prete a destra, Sauro centrale (al posto dello squalificato Schiavi) con Ceccarelli e Mazzotta a completamento del pacchetto difensivo, Sciaudone interno con Rinaudo e Odjer e Rosina alle spalle del tandem Calaiò-Maniero. Questo lo schieramento rossazzurro. Rastelli dal canto suo mischia le carte, stravolgendo di fatto la formazione. Da Frattali, estremo difensore schierato al posto di Gomis, a Soumarè, chiamato a sostituire Castaldo che parte dalla panchina. Tra infortuni, squalifiche e giocatori impegnati in Nazionale, uomini contati per i lupi.

Il Catania parte con il piede giusto e prova ad assediare gli avversari dalle prime battute. Una manovra  avvolgente sorprende l’Avellino; gli irpini col tempo riescono comunque a trovare le giuste contromisure. Al minuto 8’ è ghiotta l’occasione che capita a Maniero: l’attaccante colpisce bene anticipando compagni e avversari, la palla finisce però fuori. Al 15’ Avellino pericolosissimo. Cross di Soumarè, allungo di Chiosa e Arini, a pochi passi dalla linea di porta spreca incredibilmente. Al 22’ Del Prete dalla destra mette in mezzo per Maniero, la cui conclusione è debole e neutralizzata facilmente da Frattali. Tre minuti dopo è Kone per i lupi a cercare la gloria, facile comunque l’intervento di Terracciano. Tegola al 29’: Sauro non riesce a proseguire la gara, Marcolin lo sostituisce con Capuano che si rivelerà uno dei migliori in campo con una serie di ottimi interventi difensivi. Il vantaggio rossazzurro matura quasi allo scadere della prima frazione di gioco: al 42’ Calaiò entra a contatto con Fabbro, Baracani indica il dischetto. Lo stesso arciere si presenta dagli undici metri e realizza la rete dell’1-0.

Nella ripresa Avellino subito pericoloso. Al 48’ Terracciano strepitoso prima sulla conclusione di Schiavon, poi, sulla ribattuta, ancora un poderoso intervento su Regoli. Rastelli manda in campo il suo bomber: entra Castaldo proprio al posto di Regoli. Il Catania si schiaccia pericolosamente in difesa, rischiando di subire il pareggio. Ci prova Bittante, Terracciano è attento, in seguito è Comi a sprecare malamente non riuscendo ad approfittare di uno svarione difensivo di Mazzotta. Il minuto è il 67’. Poco dopo nel Catania si fa male anche Odjer. L’ottimo centrocampista è costretto a lasciare il campo: al suo posto dentro Escalante. L’Avellino spinge con convinzione, alla ricerca della rete dell’1-1. Clamorosa occasione irpina al 74’: Soumarè batte a colpo sicuro. Con Terracciano fuori dai giochi è Capuano con un intervento da applausi a negare il goal agli avversari. Rossazzurri avanti a dieci minuti dalla fine del match. Del Prete mette in mezzo per Castro che, dopo aver aggirato un avversario, centra in pieno il palo, strozzando l’urlo liberatorio di tutto lo stradio. L’ultima occasione di un finale di fuoco è a favore dei lupi. Castaldo a 5’ dal fischio finale colpisce di testa, trovando ancora la saracinesca-Terracciano a dire no.

Il Massimino esplode al 90’. Successo doveva essere ed è stato. Avvicinate le dirette concorrenti alla salvezza. Posizione ancora critica, la vittoria può però rappresentare un rilancio anche psicologico per la squadra etnea, attesa adesso dal Varese, in uno scontro determinante per sorti di entrambe le compagini. In quest’ennesimo spareggio, sarà assente uno dei giocatori più rappresentativi del Catania: Rosina, che era diffidato, è stato oggi ammonito e pertanto sarà squalificato dal Giudice Sportivo.

Marcolin analizza con Sky Sport la gara, ammettendo che il suo Catania di certo non ha giocato una gran gara, raggiungendo comunque un risultato fondamentale per il raggiungimento della zona salvezza. Una vittoria ottenuta anche nel segno della scaramanzia. Marcolin ha infatti spiegato che la sciarpa rossazzurra indossata durante la partita gli è stata regalata da Pulvirenti, che l’aveva ricevuta in dono a sua volta da Mihajlovic, quando quest’ultimo allenava il Catania.

CATANIA-AVELLINO 1-0

MARCATORI: 43′ Calaiò (rig.)

CATANIA (4-3-1-2):  22 Terracciano; 18 Del Prete, 15 Sauro (dal 29′ Capuano), 45 Ceccarelli, 43 Mazzotta; 44 Sciaudone, 21 Rinaudo, 39 Odjer (dal 68′ Escalante); 10 Rosina; 7 Maniero (dal 58′ Castro), 9 Calaiò. A disposizione: 12 Ficara, 28 Parisi, 8 Escalante, 25 Piermateri, 14 Barisic, 30 Di Grazia, 34 Rossetti. Allenatore: Marcolin

AVELLINO (4-4-2): 1 Frattali, 19 Pisacane, 6 Fabbro, 27 Chiosa, 20 Bittante; 14 Regoli (dal 49′ Castaldo), 21 Kone, 4 Arini (dal 54′ Zito), 18 Schiavon, 15 Soumarè, 9 Comi (dal 79′ Mokulu). A disposizione: 22 Gomis, 25 Almici, 23 Angeli, 26 Filkor. Allenatore: Rastelli

ARBITRO: Baracani di Firenze

AMMONITI: Arini, Fabbro, Chiosa, Mazzotta, Kone, Zito, Castro, Rosina, Escalante, Mokulu

Scrivi