Da Luciano Zuccarello, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-An e componente della Costituente regionale della Sicilia Orientale, riceviamo e pubblichiamo

Leggendo la dichiarazione  del presidente del consiglio comunale di Catania, Francesca Raciti, di alcuni giorni fa, mi rendo conto come la politica è assente o meglio è cieca nei confronti della realtà.
Il presidente Raciti descrive Catania come una città più ordinata e più sicura del passato, ma a nostro avviso sbaglia città, perché la nostra Catania tra abusivismo, immigrati, mancanza di sicurezza, randagismo, intere zone senza luce, segnaletica inesistente, senza una programmazione concertata con le varie categorie del turismo e del commercio, strade piene di buche come il formaggio svizzero, centro storico invivibile e senza una programmazione turistica , è una città al limite della vivibilità e per niente migliore.
E va oltre, perché descrive il Consiglio comunale più attento, attivo e produttivo  dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che dall’inizio dell’anno (ultima convocazione il 19 marzo) sono state solo quattro le sedute e quasi tutte senza alcuna valenza politica
Catania non ha bisogno di slogan, ha bisogno di risposte. I cittadini chiedono meno tasse, meno spesa pubblica, più lavoro, più sicurezza, una speranza per i giovani.
I catanesi chiedono la garanzia di un livello di vita e di benessere adeguato ai nostri anziani, favorire una politica reale, una politica di sicurezza ambientale considerato che Catania è invasa di antenne e ripetitori di telefonia vicino a luoghi sensibili come le scuole; chiedono un decoro urbano per piazze, strade e luoghi pubblici.
E giunto il momento di voltare pagina e concertare con le tutte le categorie interessate una programmazione commerciale e turistica seria e a lungo termine  per salvare il lavoro del terziario.
Da qui bisogna ripartire per ridare lustro alla città, non certo dai proclami altisonanti che alterano la realtà.

Luciano Zuccarello

 

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