Caterina Chinnici si racconta all’inizio di una nuova esperienza istituzionale

di Elisa Guccione

PALERMO – “La mia è una candidatura istituzionale, non politica, a servizio della mia terra”. A distanza di pochi giorni dalla vittoria alle elezioni europee e poco prima dell’insediamento a Bruxelles incontriamo Caterina Chinnici. Approfondiamo alcuni aspetti della sua candidatura e  degli imminenti programmi.

– Capolista del Pd ed eletta con oltre 138 mila voti a furor di popolo. Cosa si prova a sentire, in un momento così difficile per l’Italia e la Sicilia, la fiducia  della gente riposta in lei e nel suo operato?

“Vivo questo risultato come una grande responsabilità. È, senza dubbio, una testimonianza di fiducia ed un importante riconoscimento. A Bruxelles non sarò sola ma porterò con me la stima e il sostegno di quei siciliani che mi hanno creduto e continuerò con lo stesso impegno e la stessa lealtà che ha contraddistinto il mio lavoro anche al Parlamento europeo sperando che possano nascere risultati positivi”.Chinnici 2

– La recente campagna elettorale non è stata facile. Ci sono stati scontri con il presidente Crocetta, il quale ha tirato in ballo il suo passato come assessore con il governo Lombardo. Adesso che è tutto finito, almeno la corsa ai voti, ed è stata premiata dalla gente. Cosa risponde a tutto quel clamore che si è creato attorno alla sua persona?

“Sono una persona coerente con i propri valori. Non amo le polemiche e ritengo, soprattutto, che siano inutili. In tutto il mio percorso, anche nel precedente governo regionale, credo di avere testimoniato un impegno forte e decisivo in ambito istituzionale e non politico. Ho sottolineato sin dall’inizio che la mia non era una candidatura politica. Sono stata un assessore esclusivamente tecnico e l’ho fatto mettendomi a servizio dei cittadini della nostra terra. Ho lasciato una testimonianza significativa del lavoro svolto all’insegna della legalità e di tutti quei principi in cui da sempre credo. Cito, per esempio, la legge regionale 5 del 2011, che l’Ars ha approvato su mia proposta, con la quale le norme anticorruzione sono state introdotte in Sicilia due anni prima che nella legislazione nazionale. Il risultato elettorale dimostra, con grande gioia, che i siciliani hanno compreso lo spirito con cui ho vissuto il mio incarico da assessore”.

– Queste elezioni europee si sono tinte di rosa. Il PD ha trionfato conquistando il 41% di preferenze ottenendo ben 31 seggi al parlamento europeo e ben 16 sono occupati da donne. È un dato rilevante  ma effettivamente cosa pensa delle cosiddette quote rosa? È giusto parlare di quote rose senza tener conto della meritocrazia o devono andare di pari passo?

“Le quote rosa hanno avuto il merito di accendere un riflettore sull’opportunità di dare alle donne le stesse possibilità date da sempre all’uomo e quindi annullare le differenze di genere. Hanno funto da grimaldello in una mentalità che lasciava spazio agli uomini, ma a questo bisogna affiancare la meritocrazia. Credo che la donna stia già dimostrando di poter svolgere con assoluto impegno ed ottimi risultati tutte quelle attività un tempo negate”.

– La presenza femminile oggi rispetto anche ad un recente passato è aumentata.

“Nel precedente governo regionale le donne erano in netta minoranza io ero l’unica nel gruppo dei dodici assessori e in assemblea c’erano solo tre donne. Oggi il 50% del governo regionale e nazionale è composto da donne. In questo caso specifico le quote rosa hanno avuto un senso, perché hanno tracciato un cammino impensabile, ma è chiaro che la meritocrazia non deve essere limitata da distinzioni di genere”.

– In una recente intervista dichiara: “Bisogna costruire un’Europa che guardi alle persone oltre che ai bilanci ed è proprio la voce della gente che intendo portare nell’europarlamento”. Su cosa punterà durante il suo incarico a Bruxelles?

“Tra non molto saranno distribuiti gli incarichi e sapremo di più. Spero di poter lavorare nell’ambito della legalità e occuparmi della normativa antimafia e proseguire in questa direzione. Mi batterò con forza sul fronte del lavoro, senza dimenticare di valorizzare il nostro territorio. È impossibile che la nostra terra non sia ricca di turisti. Bisogna sfruttare al meglio le nostre risorse”.

– Quali sono, secondo lei, gli elementi necessari per produrre lavoro?

“Tanti come potenziare la ricerca ed avviare la produttività con un mercato che porti, attraverso l’Europa, novità ed innovazioni propense al miglioramento della situazione attuale creando sviluppo economico e quindi lavoro. Dare, nel nostro caso specifico, spazio al turismo significa aumentare e migliorare le infrastrutture, mettere in moto un’economia solida diretta non solo a sostenere le aziende alberghiere  ma anche ristoranti, artigianato, negozi … in modo da ottenere uno sviluppo e un flusso costante. Bisogna far valere quella fiducia che i siciliani ci hanno consegnato e utilizzarla al meglio nel parlamento europeo”.

Elisa Guccione

 

Scrivi