di Maria Morelli

Al di là delle statistiche, qui serve riflettere su un dato di fondo; perché in tutto il Paese, nord come sud, si assume e nel Mezzogiorno restano ancora molti senza lavoro?

A parte il fatto che l’80% delle assunzioni realizzate dal 1° gennaio 2014 sono intestate a persone non nate nel territorio nazionale, c’è da chiedersi chi è richiesto sul mercato?

Le tipologie dei nuovo assunti sono normalmente per incarichi manuali, del tipo operaio in ambito edilizio, artigianale e di basso profilo impiegatizio nel terziario. Questo tipo di profilo è quanto cerca il mercato al 90% nel 2013.

Il restante 10% è per posizioni da quadro in poi, riguardando in questo modo gli italiani.

La domanda che ci si pone e che riguarda soprattutto il sud d’Italia?

Ma l’alto livello di formazione che i disoccupati hanno conseguito nella schiacciante maggioranza dei casi, perché impedisce l’apertura di nuove attività lavorative e limita solo al ruolo impiegatizio e statale?

Il vero punto di distacco (in negativo) del sud rispetto al nord del paese è nella cultura del lavoro. Significa che il sud “cerca padrone” laddove al nord si crea lavoro!

E’ vero che si aprono più partite IVA al sud che al nord ma questo cela una diversa tipologia di forma contrattuale di impiego che si trasforma da illimitato-temporaneo a libera professione; ma è un mero trucco per evadere i contributi assistenziali.

Ciò che la scuola come l’Università del sud non fa è spingere gli studenti all’imprenditoria non nella formula da partita IVA, ma come ricerca di nuove idee da vendere sul mercato.

Non ci sono centri di ricerca scientifica al sud, non c’è un’editoria di sole idee, non ci sono radio e TV altamente formative in grado di sganciarsi dalla schiavitù della pubblicità e che vendano non canoni, ma servizi che l’utenza non può non guardare, non ci sono nuovi studi per l’edilizia tale che si progettino tecnologie di costruzione d’opere edili o impianti d’idraulica, ad esempio, ma sicuramente tutti innovativi e meno costosi rispetto quelli in uso oggi.

Nuovi sistemi di utilizzo dell’energia eolica o solare. L’elenco si potrebbe ancora estendere a dismisura ma sono questi i nuovi lavori non impiegativi che il mercato italiano richiede ed a cui supplisce, in questo momento l’India.

Ma quando risponderà anche la Sicilia ed il Mezzogiorno?

Maria Morelli

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