CATANIA – “Siamo davvero rammaricati per l’accaduto e ci sembra doveroso precisare che i celiaci sono completamente estranei a questa vicenda. Chi ha messo in atto questa truffa non era celiaco ma ha alterato la documentazione per accedere alle agevolazioni che spettano a chi ha seguito un rigido percorso di diagnosi”.

Esprime tutto il suo sdegno la presidente regionale di A.I.C. Sicilia, Giuseppina Costa, alla notizia di pochi giorni fa dell’arresto a Palermo di sei persone per truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale che riguarderebbe prodotti per celiaci.
“Da sempre – prosegue Costa – l’Associazione Italiana Celiachia si batte per la divulgazione e la conoscenza del fenomeno e per la diagnosi precoce e corretta: il Decreto 9 luglio 2012, in Sicilia con l’approvazione del protocollo di intesa tra l’Assessorato della salute e l’Associazione Italiana Celiaca Sicilia Onlus definisce la rete assistenziale per la malattia celiaca individuando le strutture che possono fare diagnosi di celiachia. Tali strutture, al fine di evitare errate diagnosi, sono state riconosciute sulla base dell’esperienza diagnostica, terapeutica e sulla base delle dotazioni strutturali e strumentali; esse offrono un servizio di diagnosi mediante l’adozione di specifici protocolli concordati e gestiscono il flusso dei dati epidemiologici ai fini del coordinamento della rete, ciascuno per il bacino territoriale di competenza.
“Leggere di una simile truffa, soprattutto perché maturata in ambito sanitario, ferisce profondamente e al contempo fa alzare il livello di attenzione su un fenomeno che ogni anno conta sempre più pazienti. Per questo, anche alla luce di simili spiacevolissimi episodi, vigileremo come abbiamo sempre fatto”.

 

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