Una volta gli editori inviavano ai docenti (universitari), dietro richiesta, una copia dei volumi da loro stampati, per “uso didattico” (come si diceva eufemisticamente) ovvero per “per possibile adozione”, oppure “per recensione”. Ora invece questo non avviene più. O si verifica molto più raramente. Anche se qualcuno, per es. Olschki, prende addirittura l’iniziativa proponendo l’invio di una copia saggio da recensire.

Ad essere più precisi, è invero cambiato il tipo di copia-omaggio resa disponibile da parte di alcuni editori, quali per es. Laterza o FrancoAngeli, o Aracne. L’editore manda infatti in omaggio un “e-book”. Così per es. la Laterza mi ha “mailato” il seguente testo: “Augurandomi di farle cosa gradita, Le segnalo l’uscita nelle collane Laterza sia in formato cartaceo sia in e-book del volume” X.Y. L’e-mail si chiudeva con la seguente avvertenza: “Si informano i gentili professori che eventuali copie omaggio saranno inviate in formato elettronico”. Oppure la FrancoAngeli mi rispondeva: “ho a disposizione, quale copia saggio per recensione, la versione digitale dei due titoli (eBook in pdf) leggibili anche su normale pc.”.

Ora, fermo restando la liceità delle scelte editoriali – “Non posso fare diversamente a causa delle politiche di riduzione dei costi” (così la giustificazione dell’editore) – qual’è la conseguenza di tutto ciò?

È – per me – un punto fermo che un testo, specialmente se saggio, ma anche un testo “creativo”, e anche un testo qualsiasi di una certa lunghezza, non può essere realmente ‘letto’, ‘capito’, approfondito, sottoposto ad andirivieni da un capitolo all’altro, o da una pagina all’altra, guardandolo nello schermo di un computer, senza la possibilità di sottolinearlo, annotarlo, con penna nera o a colori o con matita… O di ritornarci, a distanza di tempo, ritrovando la pagina con questa o quell’annotazione.

La lettura al computer è per sua natura una lettura di pura superficie, che richiede un notevole sforzo della memoria meccanica, un piacere senza vero piacere. Anzi una tortura. È un usa e getta… E questo alla fine depotenzia l’intelligenza “sequenziale”, con un pericoloso ritorno potenziato alla intelligenza “simultanea”, puramente e prevalentemente intuitiva, non argomentata, dell’era pre-istorica. La disaffezione alla lettura vera comporta tutto ciò, favorendo la formazione di intelligenze “acritiche”, facilmente manipolabili.

A proposito di un suo importante libro disponibile solo on line, mi dichiarava un’illustre collega: «Sono assolutamente contraria alla stampa. La possibilità di essere letti è molto maggiore con la pubblicazione sul web, come dimostrano gli accessi che quotidianamente mi vengono segnalati da academia.edu che mostra come i miei lavori siano scaricati in tutto il mondo…». La mia risposta: «sì, certo, l’on-line è più facilmente raggiungibile del cartaceo (che comunque per me non è in concorrenza col web) in tutto il mondo. Ma ammetterai che è più ‘costoso’ per il lettore».

La mia profonda perplessità verso tutto ciò che è disponibile solo on-line, in particolare volumi (scientifici) e riviste (scientifiche), deriva da ciò. L’alternativa ad un e-book o un PDF o a un testo puramente volatile, a parte la loro limitata durata, è invero la stampata su carta. In realtà, il risparmio dell’editore si traduce così in uno scaricare i costi sul lettore, che si ritroverà  a investire in cartucce di toner della propria stampante e a ritrovarsi montagne di fotocopie mal gestibili.

A questo punto, però, l’acquisto del volume, con sconti più o meno legalizzati, è l’alternativa che resta al docente, che voglia adottare un testo. Ed è questa una soluzione condivisibile. Quanto invece alle recensioni, confermando la legittimità dell’onere dell’acquisto del volume da parte del recensore, mi sembrerebbe però legittimo pretendere un adeguato compenso da parte degli editori delle riviste e dei giornali (sostenuti dagli abbonamenti) che pubblicano recensioni ed articoli. E non tanto per aspettarsi recensioni edulcorate, quanto perché si tratta di un prodotto del proprio “ingegno” (come si legge nella dichiarazione annuale dei redditi). E certo, non si rimpiangerà il tempo in cui, negli anni ’50 del Novecento, P.P. Pasolini pubblicava una nota recensione della produzione poetica sciasciana, compensata dal suo autore con un assegno di duemila lire, come ora rivelato dal curatore P. Squillacioti delle opere sciasciane riedite da Adelphi.

A proposito dell'autore

Docente di linguistica generale all'università di Catania

Salvatore Claudio Sgroi, ordinario di linguistica generale (Università di Catania), è stato pres. del corso di laurea in "Culture e linguaggi per la comunicazione", fa parte della direzione del "Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani", del comitato di redazione "Le Forme e la Storia", e collabora a importanti riviste italiane e straniere di linguistica. È autore di circa 400 saggi e di numerosi volumi, tra cui i più recenti sono Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, UTET 2010; Scrivere per gli Italiani nell'Italia post-unitaria, Cesati 2013; Dove va il congiuntivo? Il congiuntivo da nove punti di vista, UTET 2013.

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