Chiara D’Amore

LONDRA – Cogliere l’attimo, immortalare una visione del mondo e  raccontare una storia, un frammento di tempo eterno che però è già passato. In una parola sola, fotografia. Un’arte che nasce come strumento di rottura sin dagli esordi e che ancora oggi continua a stupire grazie alla presenza di talenti in grado di ammaliare lo spettatore. E’ il caso di Charlie Burgio, fotografo burgiopalermitano classe 1987, che sin dall’infanzia inizia a usare la macchina fotografica come lente in grado di restituire la realtà in tutte le sue diverse sfaccettature. Una fotografia la sua che richiama una bellezza audace e primordiale, sullo sfondo di una natura spesso lussureggiante in cui i soggetti irrompono ora come figure leggendarie che ricordano i miti della Magna Grecia, ora come emblemi di una modernità tutta soggettiva. Oggi Charlie vive a Londra dove ha da poco lanciato il suo nuovo sito  http://www.charlieburgio.com/ , in cui è possibile ammirare i suoi lavori in attesa della presentazione della sua ultima produzione inedita, “Rebirth”, i cui video teaser hanno già ottenuto più di 15 mila visualizzazioni su YouTube.

Charlie, come nasce la sua passione per la fotografia?

“Credo che sia qualcosa di innato, che si sia sviluppato in modo del tutto spontaneo durante la mia crescita. Ricordo che da bambino quando andavo in vacanza con la mia famiglia avevo sempre con me la macchina fotografica. Crescendo sono stato attratto da diverse forme d’arte ed infine sette anni fa ho trovato nella fotografia la mia dimensione”.

Nei suoi scatti ha spesso immortalato la diva del pop Kylie Minogue. Quanto la sua musica ha ispirato le sue immagini?

“Il rapporto con Kylie è qualcosa di intimo e pubblico allo stesso tempo. Lei è una fonte d’ispirazione da diversi punti di vista, la sua musica è l’elemento che plasma la parte emotiva della mia creatività ma sono i suoi show e la sua presenza scenica che permettono alle mie idee di concretizzarsi in immagini. Più volte ho fotografato i suoi spettacoli, considerati tra i più complessi e curati del panorama musicale per scenografie, costumi, coreografie, luci e concept”.

– Diritti umani, omofobia e consumismo, questi alcuni dei temi che ha trattato nei suoi lavori. La sensibilità di un artista può aiutare  a far progredire la società?

“Credo fermamente nel potere delle immagini che nel secolo in cui viviamo sono diventate forse più potenti delle parole stesse, quindi sì, penso che la sensibilità di un artista sia un dono che va condiviso.  Nel mio caso ho sempre cercato di comunicare qualcosa, in principio l’obiettivo era Charlie Burgioquello di ricordare al mondo l’importanza del sapersi stupire come mezzo per difendere la mente dall’eccessiva violenza visiva a cui siamo esposti. Successivamente ho voluto veicolare temi sociali importanti tramite le mie foto e, negli ultimi anni, anche mediante video e short-film, riscontrando un risultato notevole.  Adesso il mio intento è quello di creare qualcosa che possa contenere entrambi gli elementi, quindi il “wonder” per l’impatto visivo che uno scatto può dare ed il messaggio sociale che porta in sè”.

– Lei  è nato in Sicilia ma vive a Londra, come queste due diverse realtà influenzano la sua arte?

“Due mondi diversi ed opposti che hanno contribuito attivamente alla mia formazione e crescita. La Sicilia, con la sua antica e ricca tradizione, mi ha dato le basi sulle quali costruire. I suoi paesaggi unici al mondo hanno fatto da sfondo ai miei progetti e ad i numerosi book fotografici, permettendomi di differenziarmi dagli altri fotografi londinesi che lavorano prevalentemente in studio. Londra invece mi ha dato la marcia in più per evolvere le mie idee, spingermi oltre e confrontarmi con gli standard europei e mondiali”.

– La fotografia diventa sempre più social, come è cambiato il ruolo del fotografo in un’epoca invasa dalle immagini?

“Mi duole dire che l’impatto dei social ed in genere della modernità ha avuto conseguenze prevalentemente negative per chi esercita il “mestiere” di fotografo. In questa era moderna dove anche i cellulari sono macchine fotografiche e dove tutti possono acquistare una reflex con poco si ha una svalutazione dell’arte fotografica. Penso  che la fotografia possa essere fruibile a tutti, ma che la sua creazione su un livello professionale debba essere distinta in modo più decisivo daBurgio 2 quella amatoriale. Oggi si ha uno spropositato aumento di coloro che si improvvisano fotografi senza avere alle spalle gli studi tecnici ma soprattutto la predisposizione e la stoffa senza le quali non si può praticare il mestiere”.

– Cosa cerca di esprimere tramite il mezzo fotografico?

“Il senso di meraviglia, lo stupore. Voglio che il mio pubblico possa trovare nelle mie immagini uno stimolo per un viaggio che possa essere sia un percorso visivo fatto di luci, colori e forme, sia un momento di introspezione psicologica più profondo”.

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