Eccoli qui, già li vediamo gli avvoltoi planare col loro macabro volo sui cadaveri ancora caldi delle vittime, increduli e felici del lauto ed inaspettato pasto loro offerto su un piatto d’argento. Sui corpi e sulla giusta indignazione dei poveri giornalisti di Charlie Hebdo è già cominciata la sarabanda delle responsabilità e ciascuno vi getta dentro la propria pancia, i suoi pregiudizi, i suoi istinti. Ed è già iniziata la frenetica e sconcia gara nella utilizzazione a fini politici di questa inqualificabile e mai abbastanza deprecata strage, allo scopo di giustificare e alimentare i propri istinti guerrafondai, le proprie politiche razzistiche dipinte con la vernice della difesa della civiltà, le proprie ignoranze e indigenze storico-culturali, la propria cecità e intolleranza. E così sventolare il drappo rosso davanti agli occhi di una pubblica opinione spaurita, sgomenta e che non sa più raccapezzarsi e ormai pronta a tirare calci al primo che capita, per semplice riflesso di autodifesa. A condizione, ovviamente, che sia debole, indifeso e già socialmente riprovato; e se poi è musulmano o ritenuto appartenente ad altra civiltà che non faccia parte del glorioso incedere dell’Occidente civilizzato e illuminista, tanto meglio. Dimenticando – è naturale – di quanto sangue questo Occidente si sia macchiato nel proprio passato e di come abbia dovuto apprendere dalle proprie stragi e dalle proprie violenze ad essere più civile, rispettoso, sino ad ammettere la satira per i propri dei e i propri valori, anche quelli più radicati.

E già vi sono politici i quali addirittura si lanciano nel sostenere una sorta di ennesima guerra preventiva, una “offensiva militare”: contro chi, per ottenere cosa, non si sa, visto i fallimenti di quelle in passato fatte e che sono proprio all’origine di quanto tuttora sta accadendo. Così, sparpagliamo qualche migliaio di tonnellate di bombe intelligenti, un po’ di bombardamenti a tappeto e il problema sarà risolto. Poi v’è anche chi pensa di avere in casa il nemico: guardiamoci dunque dalla moglie, dai nostri figli, dal nostro vicino di casa, perché potrebbe spararci addosso.

Ma infine leggiamo bene chi sono gli autori di queste insensate dichiarazioni e tiriamo un sospiro di sollievo; ci viene in mente una vecchia battuta pubblicitaria, della quale era protagonista l’ineguagliabile e mite Virna Lisi: “con quella bocca possono dire ciò che vogliono”. Sì, bocca, perché parlare di testa, sarebbe un complimento.

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