di Davide Di Bernardo.

Foto Servizio di Vincenzo Musumeci.

Nel nostro giornale abbiamo volentieri parlato di eccellenze, legate al mondo del food spesso e volentieri, ma siamo stati anche tra i pochi a far conoscere l’aspetto scolastico dell’eccellenza, quando con un servizio, ed una mini regata, abbiamo fatto conoscere la dedizione e la forza dell’Istituto Nautico catanese.
Oggi vorremmo farvi conoscere cosa avviene quando il mondo dell’eccellenza culinaria si unisce a quello della scuola alberghiera siciliana per creare veri e propri percorsi professionali che vanno oltre i banchi di scuola e portano lo studente all’interno di ciò che diverrà il loro quotidiano.
VMM_4020“Vorrei che le istituzioni e i docenti degli Istituti alberghieri dessero delle nozioni pratiche agli allievi. Andando magari per tre giorni a chiudersi in delle cucine a vedere come si lavora: tra cuochi, fiamme e stress per capire se è questa la strada che vogliono intraprendere” – afferma lo chef Gaetano Ragunì, allenatore della Nazionale italiana cuochi junior.
E fa ciò presso l’Esperia Palace Hotel di Zafferana (Catania) dove per due giorni si sono accesi i riflettori sui corsi di aggiornamento per gli addetti alla ristorazione aderenti all’Associazione Provinciale Cuochi Etnei. Un momento di alta professionalità dedicata ad oltre 400 ragazzi degli Istituti alberghieri siciliani che hanno assistito, tra l’altro, al coocking show “con telecronaca” dello stesso Ragunì.
Lo chef Seby Sorbello, Presidente dell’Associazione, si è detto soddisfatto ed orgoglioso per la grande attività svolta negli ultimi anni e per la crescente affluenza che i corsi proposti riscuotono, mentre il Presidente dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, Domenico Privitera, ha colto l’occasione per affermare: << C’è un dinamismo positivo e un continuo fermento formativo che riscontro nelle varie province siciliane e questo non può che portare ad una maggiore preparazione e consapevolezza di quanto sia importante la professione dello chef. Uno degli obiettivi dell’Unione e delle singole Associazioni, infatti, è quello di stilare e rispettare un fitto calendario di incontri formativi e didattici per i propri associati. E questo si sta realizzando con grande spessore anche culturale >> – pronunciando queste parole a inizio di un nuovo anno accademico facendo emergere la grande soddisfazione che sta vivendo la professione nella nostra isola. 

Raggiunto dopo la conclusione della lezione d’alta cucina dedica agli studenti, tra l’altro attentissimi e pronti in qualsiasi momento a far domande e richieste di varianti, lo chef Raguni ha risposto ad alcune domande:

Ci sono differenze regionali nei gusti italiani?
<< Le aperture mentali sono variegate e non sempre dividono le città del nord e quelle del sud. Ad esempio le verdure “croccanti” sono facilmente “vendibili” in Emilia, dove sono ospite da vent’anni, ma in Sicilia “devono essere cotte, punto”, anche se qui, ad esempio, il petto d’anatra va più cotto di quello che ho preparato durante la lezione. Posto che vai, metodologie che trovi, con aperture mentali sempre nuove però! >>.

VMM_4012Cosa dobbiamo esportare e perché?
<< Purtroppo all’estero devi portare “la carbonara, i tortellini, la lasagna” rivedendoli in chiave d’alta cucina, non si può proporre “la pasta col macco”, semplicemente perché non la capirebbero. E devo anche adattarmi, ad esempio, alle loro tradizioni in fase di cottura, di quantitativi, un po’ come i ristoranti cinesi nel mondo che propongono gli stessi piatti, da loro non sono nemmeno così importanti, ma che fuori dai loro confini li rappresentano >>.

Ha partecipato all’Expo e quanta cultura culinaria di alto livello c’era?
<< In tre parole: Siamo indietro di 2 passi! Era ora che si facesse, ma siamo dietro almeno a Germania e Francia. Non è stato un flop a livello enogastronomico ed è servito a farci conoscere, grazie ai media, ma possiamo fare di più >>.

Come docente…
<< Parlo con gli studenti mettendomi al loro livello e quando la Federazione mi ha fatto diventare coach della Nazionale junior sono stato più che orgoglioso di trasmettere la mia esperienza e da loro apprendere >>.

Il percorso intrapreso dalla Federazione e dall’Ass. Cuochi Etnei mira, in tutti suoi eventi, a far conoscere ai giovani quelli che sono i nostri piatti, quelli che sono i prodotti migliori perché ogni buon piatto, da far conoscere al mondo o da preparare nella propria cucina, dev’essere il frutto di tradizione, esperienza e genuinità.

Davide Di Bernardo.

Foto Servizio di Vincenzo Musumeci.

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