Giuliana Avila Di Stefano

923117_10201072559286407_745129495_nFra poche ore al Sicilia Fashion District, kermesse di moda che si tiene a San Giovanni La Punta di Catania, fra i premiati che si sono distinti sul tutto il territorio nazionale ed internazionale, ci sarà anche Ivan Iurato,  chef che alla II^ edizione di MasterChef Italia si è classificato al 4° posto.

Classe ’76, lavora in un’azienda agroalimentare e vive a Comiso, dove entro ottobre aprirà il suo ristorante insieme grazie anche a degli investitori (il cui nome è un segreto, ndr).  

“E’ una gioia per me – ci dice Iurato, raggiunto telefonicamente in un momento di pausa dal lavoro – poter avere un ristorante e soprattutto una cucina tutta mia. Lì potrò esibirmi e creare i miei piatti. Sarà un locale con circa 80 coperti, la cui particolarità è la location: case di un borgo antico unite fra loro e adeguatamente restaurate, ma non stravolte, in cui ci sarà un misto di storia ma anche di modernità. Infatti – continua lo chef – sarà presente la pietra bianca di Comiso e l’acciaio, ma soprattutto il quartiere storico in cui è collocato renderà il tutto molto suggestivo”.

Ivan Iurato sarà premiato per la sua creatività culinaria, ma anche per il suo portare avanti la sicilianità al dì fuori di luoghi comuni. A fine evento, si esibirà in uno show cooking preparando una rivisitazione di un piatto tipico dell’Isola:  il classico pesce spada con melanzana, diventerà condimento per un risotto insaporito con olio aromatizzato alla menta, perchè “il riso è leggero, ha meno apporto glicemico, ed è un alimento adatto a un aperitivo, grazie al poter giocare con la sua consistenza”, afferma lo chef. 1012602_10203952182875197_3710342718166471453_n

D. Ivan, è cambiato qualcosa da quando ha partecipato a MasterChef Italia?

R. Direi di sì, seppur non in successo, ma in visibilità. La gente mi riconosce e in questo periodo ancor più (su un canale ci sono le repliche dell’edizione in cui ha partecipato lo chef, ndr). Le regole però che mi sono imposto e ho appreso durante la partecipazione, sono sempre valide: Aspettati tutto e niente; Fare un talent/reality costa; Niente è come sembra; Tutti amici, tutti nemici; Seguite il vostro cuore, anzi meglio il vostro portafoglio; Non è un paese per vecchi(o per poppanti);  Preparatevi alle critiche; Attenti agli Stalker; Trovati un lavoro; Nemo propheta in patria.

D. Ci sono delle differenze fra  MasterChef e una cucina in un locale?

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R.  Assolutamente si e totalmente! Questo sia chiaro non critica nè una situazione, nè un’altra. Bisogna scorporare il mondo televisivo dalle dinamiche reali. La frenesia della TV, ha tempi veloci e dedicati, ovviamente, al pubblico a casa. Tutto ciò, non ha nulla di simile a quella di un ristorante, dove la priorità è soddisfare il palato e l’occhio del cliente. Per ottenere ciò devi saper conservare il cibo, saperlo servire e avere sempre alta la qualità in ogni cosa. In TV, invece, i giudici assaggiano la preparazione scomposta e poi c’è la presentazione, che spesso viene preparata ore prima.

D. Leo non ha mai nascosto di avere un compagno. Il successo ti ha fatto avere più corteggiatori?

R. Forse sì, ma se uno ha un buon rapporto ci ride solo su. Io credo che nella vita ci si innamori della persona e non del sesso che questa ha. Non sono indifferente alle donne, ma amo il mio compagno.  Il cuore batte per la persona e non per ciò che essa ha tra le gambe. In fondo in  amore è un pò come in cucina… i contrasti sono importanti e io non sono per le situazioni estreme. Faccio un esempio, sui social network non mi piacciono gli insulti ne i fondamentalismi, di nessun tipo. Chi è così non sarà mio amico. Nel mondo c’è posto per tutti, ma tutti dobbiamo avere rispetto per l’altro e per la sua libertà.

D. Adesso che ha un suo ristorante sogna la stella?

R. La stella arriva per tanti motivi… cucina, location, servizio, e molto altro. Io sogno che i miei clienti vadano via soddisfatti e che tornino, o almeno parlino positivamente dell’esperienza culinaria vissuta. Uso solo prodotti a km zero e di stagione, ciò da qualitativamente un buon sapore e una buona riuscita nella preparazione, oltre che non fa male al corpo. Tante cose le ho apprese grazie a Pino Cuttaia, che definisco mio padre spirituale culinario, e fra gli chef giovani, ammiro tantissimo lo stellato Vincenzo Candiano, con cui abbiamo tante idee in comune per migliorare quest’Isola e non c’è nessuna rivalità. Certo che se anch’io un giorno avrò la stella, ne sarò molto felice!

GAD

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